Recensione di “Bad Boys: Ride or Die”

3.5/5

“Bad Boys: Ride or Die”, il quarto capitolo della famosa saga, continua la storia degli agenti Mike Lowrey (Will Smith) e Marcus Burnett (Martin Lawrence), con un tocco di azione esplosiva e humor che i fan della serie conoscono e amano. Diretto da Adil El Arbi e Bilall Fallah, il film rappresenta un tentativo di mantenere viva la magia del franchise, anche se non riesce sempre a raggiungere i picchi dei suoi predecessori.

La trama vede Mike e Marcus affrontare una nuova minaccia in un mondo sempre più complesso. I due protagonisti, ormai non più giovani, devono confrontarsi con le sfide della modernità e delle nuove generazioni di criminali. Nonostante l’età avanzata, il duo dimostra ancora una chimica invidiabile e una capacità di intrattenere il pubblico con le loro battute e la loro dinamica unica.

Visivamente, il film offre tutto ciò che ci si aspetta da un blockbuster hollywoodiano: inseguimenti ad alta velocità, esplosioni spettacolari e sparatorie coreografate. La regia di Arbi e Fallah, già apprezzati per il precedente “Bad Boys for Life”, garantisce un ritmo incalzante e una messa in scena vibrante.

Tuttavia, “Bad Boys: Ride or Die” non è privo di difetti. La sceneggiatura a tratti risulta prevedibile e alcune delle nuove aggiunte al cast non riescono a brillare come dovrebbero. Ciononostante, il carisma di Smith e Lawrence riesce a colmare molte delle lacune narrative, rendendo il film un’esperienza divertente per i fan della saga.

In conclusione, “Bad Boys: Ride or Die” è un popcorn movie che, pur non rischiando molto sul fronte della trama, offre due ore di puro intrattenimento. Perfetto per una serata al cinema all’insegna dell’azione e delle risate, il film conferma che, nonostante gli anni, i “bad boys” sono ancora in grado di dominare la scena.

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