C’è qualcosa di profondamente giusto nel recuperare Arion proprio ora, quando l’adattamento anime arriva al cinema. Non è una di quelle operazioni di marketing dove il manga diventa un pretesto per promuovere il film: qui succede esattamente il contrario. L’anime è la scusa per riscoprire un’opera che merita tutta l’attenzione del mondo, e che per anni è rimasta relegata ai collezionisti giapponesi più appassionati.
Yoshikazu Yasuhiko l’ha disegnato nel 1986, quando il fumetto nipponico stava iniziando a esplorare territori completamente nuovi. Arion non è una storia di supereroi adolescenti che combattono mostri: è una rivisitazione della mitologia greca costruita con la precisione di chi conosce davvero il materiale di partenza. Yasuhiko non prende la mitologia come scusa per fare vacuo avventurismo. La rispetta, la studia, e poi se la appropria completamente.
Quella febbre di novità che non lascia respirare
Viviamo in un momento particolare per chi ama manga e anime. Siamo costantemente bombardati da nuovi titoli, adattamenti, annunci di progetti in arrivo. Non c’è tempo per fermarsi, per guardare indietro. La fame è tanta, la voglia di consumare tutto subito ancora di più. È proprio in questa frenesia che un’opera come Arion rischia di passare inosservata, almeno per chi non ha quarant’anni e non si ricorda quando è uscito nella versione originale.
Eppure il manga pubblicato da J-POP nell’autunno scorso è uno di quei casi in cui il recupero non è nostalgia fine a se stessa. È davvero una bellissima opera, ricca di illustrazioni a colori e contenuti speciali che la rendono ancora più appetibile. L’edizione italiana ha fatto un lavoro serio, non è solo una ristampa buttata lì.
Cosa rende Arion speciale
Ciò che colpisce di Arion è la vastità dello sguardo. Yasuhiko non si limita a una singola vicenda: costruisce un universo dove la mitologia diventa il linguaggio per raccontare di guerra, potere, sacrificio e il prezzo che si paga per le proprie scelte. I personaggi non sono archetipi piatti, ma figure complesse che affrontano dilemmi veri, anche quando combattono centauri e affrontano dei capaci di annientare intere civiltà.
L’anime che esce al cinema adesso avrà il compito di renderlo fruibile a chi non ha tempo di leggere tre volumi di manga. Ma onestamente? Chi vuole veramente capire la storia, chi vuole sentirne tutta la ricchezza narrativa, dovrebbe leggere il manga. Non è una critica all’adattamento, che magari sarà bellissimo. È solo il riconoscimento del fatto che il medium del manga, con i suoi ritmi e la sua libertà visiva, è quello dove questa storia respira meglio.
La questione della rarità
Una cosa che vale la pena sottolineare: anche in Giappone, Arion è ormai difficile da trovare nella sua forma originale. È uno di quei manga che ha avuto una vita normale, non un fenomeno globale, e che il tempo ha lentamente relegato ai margini delle ricerche. Potrebbe essere scomparso per sempre, trasformato in uno di quei titoli di cui parlano solo gli specialisti in antichi forum internet.
Invece eccolo qua, disponibile in italiano, accanto al film al cinema. È l’occasione giusta per scoprirlo o riscoprirlo, a seconda di quanto tempo avete passato a inseguire le ultime tendenze del fumetto e dell’animazione.



