Dopo dieci anni di assenza dalle sale italiane, Train to Busan torna a casa in grande stile. L’acclamato zombie movie di Yeon Sang-ho arriva nei nostri cinema il 2 settembre in una nuova versione restaurata in 4K, distribuito da BIM Distribuzione e Tucker Film. È il momento giusto per scoprire perché questo film è diventato uno dei capolavori horror del decennio.
Da Cannes al fenomeno mondiale
Quando Train to Busan fu presentato in anteprima mondiale nella sezione Midnight Screenings di Cannes, pochi potevano immaginare l’impatto globale che avrebbe avuto. Il film di Yeon Sang-ho si è rivelato una sorta di fenomeno sotterraneo: oltre cinquanta festival internazionali lo hanno premiato e omaggiato, la critica mondiale l’ha riconosciuto come uno dei film più importanti degli anni 2010, eppure in Italia non era mai arrivato in sala.
Questo ritardo ha dell’incredibile considerando come il cinema coreano sia stato ormai consacrato a livello internazionale. Parasite di Bong Joon-ho ha vinto l’Oscar nel 2020, Squid Game ha conquistato Netflix e il mondo, eppure Train to Busan - che anticipava di anni questa esplosione - era rimasto fuori dalle nostre proiezioni pubbliche. Ora quella lacuna viene colmata, e con stile.
Un horror che trascende il genere
Ciò che rende Train to Busan speciale non è solo l’ambientazione claustrofobica di un convoglio in corsa verso Busan mentre gli zombi si moltiplicano vagone dopo vagone. È la consapevolezza narrativa di Yeon Sang-ho nel costruire un film che dialoga direttamente con la tradizione dell’horror di genere - l’eredità di Romero è evidente - ma la reinterpreta attraverso una lente contemporanea e profondamente sociale.
Al centro della storia troviamo Seok-wu, un manager finanziario intrappolato nella routine del lavoro, distaccato dalla propria figlia Su-an. Quando una misteriosa ragazza ferita sale a bordo del treno poco prima della partenza e si trasforma in uno zombi, scatenando il caos, il film non si limita a consegnare sequenze d’azione. Costruisce una riflessione acuta su egoismo, solidarietà, disuguaglianza sociale e gli istinti più oscuri dell’uomo quando la civiltà crolla.
Non è Romero puro, dunque. È più vicino alla tensione socio-politica che Bong Joon-ho ha infuso in Snowpiercer - un’opera che parla di classe sociale usando la fantascienza e l’horror come vettori. Yeon Sang-ho fa la stessa cosa con gli zombi. Il risultato è un’opera che ha davvero ridefinito i confini dello zombie movie moderno, rendendolo strumento di riflessione universale piuttosto che semplice intrattenimento gore.
Un cast all’altezza
Gong Yoo porta il peso narrativo del film sulle sue spalle con una prestazione introspettiva e poi sempre più tesa. Per il pubblico internazionale è noto soprattutto come il reclutatore di Squid Game su Netflix, ma la sua carriera è molto più ricca. Qui incarna quella fragilità e poi quella determinazione che serve al personaggio per funzionare narrativamente.
Al suo fianco c’è Don Lee, una vera superstar del cinema coreano che negli ultimi anni ha conquistato anche Hollywood: è uno dei volti di Eternals nel MCU. Nel cast di Train to Busan, Don Lee rappresenta quella muscolosità narrativa che bilancia la fragilità emotiva di Gong Yoo, creando dinamiche interessanti tra i personaggi.
Perché ritorna oggi, in 4K
La scelta di distribuire Train to Busan in versione restaurata in 4K non è casuale. A dieci anni dal debutto, il film conserva intatta la sua forza narrativa e il suo impatto emotivo. Gli effetti speciali reggono ancora benissimo - gli zombi non sono mai stati il punto debole del film, il vero terrore veniva dalla struttura narrativa e dalla regia incalzante.
Rigardarlo oggi, dopo il trionfo globale del cinema coreano, è quasi come riscoprire una pietra miliare. Questo film ha contribuito a quel cambio di percezione che ha portato Parasite a vincere l’Oscar e Squid Game a diventare il fenomeno televisivo più grande degli ultimi anni. Train to Busan era lì, prima di tutto questo, a dimostrare che il cinema coreano poteva essere universale, sofisticato e commerciale nello stesso momento.
Arrivi finalmente nelle nostre sale il 2 settembre. Se non l’hai mai visto, è il momento. Se lo hai visto anni fa tramite copie illegali o piattaforme internazionali, rivedarlo al cinema in 4K è un’esperienza diversa. Yeon Sang-ho ha creato qualcosa che meritava lo spazio sugli schermi italiani da subito. Meglio tardi che mai.



