A quasi quarant’anni dal capolavoro del 1984, Nightmare on Elm Street è pronto a fare ritorno sul grande schermo. Non è uno dei soliti revival dimenticati che l’industria sforna ogni tanto: questa volta il progetto arriva con una legittimità che manca da anni. La vedova di Wes Craven, Iya Labunka, e il figlio Jonathan hanno infatti scelto di affidare il nuovo film a Paramount Primal, la neonata etichetta dello studio dedicata al cinema di genere.
La storia dietro questa acquisizione è interessante. La famiglia Craven ha combattuto a lungo per riottenere i diritti dell’opera originale — una battaglia legale che ha visto protagonista anche l’avvocato Marc Toberoff, che ora produrrà il film insieme a loro. Si tratta di una mossa consapevole: non è una storia hollywoodiana di recupero di franchise dimenticato, ma piuttosto il ritorno della proprietà alle mani di chi l’ha creato.
Un nuovo capitolo radicato nel classico
Quel che rende interessante questo progetto è il suo approccio: il nuovo film non sarà un reboot generico, ma sarà ambientato nell’universo del primo Nightmare del 1984. Questo significa che il nuovo capitolo dovrà dialogare con il capolavoro originale di Craven, rispettandone la logica e l’atmosfera. È una scelta audace che poteva finire male — del resto, il reboot del 2010 non ha lasciato bei ricordi — ma in questo caso sembra il risultato di una visione coerente piuttosto che di una operazione commerciale frettolosa.
Parlando di quella versione 2010: nonostante gli 117 milioni di dollari incassati globalmente, il film viene ricordato come un fallimento artistico. Il franchise è rimasto congelato da allora, con i fan che attendevano una resurrezione vera di Freddy Krueger anziché un’altra interpretazione sbiadita.
Paramount Primal, guidata da J.D. Lifshitz e Raphael Margules, si è fatta un nome negli ultimi anni con Barbarian e Companion — due film che hanno dimostrato come sia possibile fare horror intelligente e sorprendente con budget ragionevoli. Non è un team di improvvisatori, insomma. La divisione è nata proprio per questo: sviluppare produzioni a budget contenuto nei generi horror, fantascienza, azione e commedia, lavorando sia con talenti emergenti che con autori consolidati.
Il casting sarà il grande dibattito
Al momento il progetto è ancora senza titolo ufficiale e la trama rimane blindata. Quello che sappiamo è che le vicende seguiranno l’universo del primo film — e basta. Ma basta poco per accendere l’entusiasmo, perché il vero grande dibattito arriverà quando si parlerà di cast.
Chi interpreterà il nuovo Freddy Krueger? Questa è la domanda che anima i forum horror da quando è stata annunciata la notizia. Johnny Depp, che nel 1984 era ancora un esordiente, ha reso il personaggio leggendario grazie a una miscela perfetta di menace e umorismo nero. Non è facile trovare un attore che possa gestire questa complessità. Serve qualcuno che riesca a essere terrificante senza perdersi in cliché, ironico senza diventare buffo.
L’onore di continuare una leggenda
Le parole di Lifshitz e Margules nel comunicato sono rivelatrici: «Non ricordiamo un momento in cui non fossimo fan di Wes Craven». Non è una formula pubblicitaria vuota. È il riconoscimento che stanno toccando qualcosa di sacro nel genere. Freddy Krueger è uno dei quattro o cinque personaggi horror davvero immortali del cinema — sullo stesso livello di Michael Myers, Jason Voorhees e Hannibal Lecter. Ha generato nove film, una serie TV, fumetti, videogiochi. È entrato nella cultura pop.
Quel che sorprende è che nessuno abbia provato a fare un vero nuovo film del franchise da tredici anni. Nel 2010 c’è stato il reboot con Rooney Mara e Jackie Earle Haley, ma è stato un’operazione sterile. Da allora, silenzio. Forse Paramount ha capito che Freddy non può tornare con il pilota automatico, ma ha bisogno di una visione autentica.
E forse è proprio questo il motivo per cui la famiglia Craven ha scelto Paramount Primal: non per il budget — che sarà probabilmente modesto rispetto ai blockbuster hollywoodiani — ma per la credibilità che questa divisione si è guadagnata nel fare horror che funziona davvero. Nel canone moderno.
Non sappiamo ancora chi dirigerà il film, non sappiamo quando uscirà, non sappiamo nulla della trama. Ma il fatto che sia in sviluppo, e che sia nelle mani giuste, è già una notizia che i fan di horror dovrebbero accogliere con cautela ottimismo.



