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Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary, ma non sa se lo farà

Il regista di A24 confessa di aver completato la sceneggiatura di un prequel del suo capolavoro d'esordio, ma nutre forti dubbi sulla sua realizzazione effettiva.

di Baldo · · 4 min lettura ·
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Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary, ma non sa se lo farà

Ari Aster ha sempre mantenuto una certa distanza dai seguiti e dai prequel. Non è il tipo di regista che torna su un’idea già esplorata, preferisce spingere avanti verso nuovi territori narrativi, anche quando pesantissimi e inquietanti come quelli di Midsommar e Beau is Afraid. Ma eccolo qui a confessare che ha scritto una sceneggiatura per un prequel di Hereditary, il film che lo ha lanciato nel 2018 e che resta uno dei capolavori dell’horror contemporaneo.

La cosa sorprende, soprattutto perché Aster non ha mai fatto cenno a questa scrittura prima d’ora. Non è un progetto annunciato ufficialmente, non è stato promesso ai fan, non è una delle tante voci di corridoio che circolano su internet. È qualcosa che il regista ha tenuto per sé, che ha sviluppato in privato e che adesso esce fuori in modo quasi casuale, come se fosse un dettaglio marginale della sua carriera.

Il dubbio di Aster sul suo stesso prequel

Ma il punto cruciale non è che Aster abbia scritto un prequel di Hereditary. Il problema, come sottolineato dalle sue stesse parole, è che il regista non crede davvero nella realizzazione di questo film. C’è scetticismo, incertezza, una sorta di distacco emotivo dal progetto che ha comunque completato.

Questa è una situazione interessante dal punto di vista creativo e produttivo. Perché uno sceneggiatore esperto come Aster si metterebbe a scrivere qualcosa in cui non crede pienamente? Ci sono diverse possibilità: forse l’ha scritto come esercizio, come modo per esplorare il mondo di Hereditary senza l’intenzione di girarlo mai. Oppure lo ha fatto per A24, la casa di produzione che lo rappresenta, come una sorta di progetto in stand-by, qualcosa da tenere nel cassetto nel caso le circostanze cambino. O ancora, magari inizialmente credeva nel progetto e poi, mentre lo scriveva, ha realizzato che qualcosa non funzionava davvero.

Ciò che è certo è che Hereditary è un film quasi perfetto nella sua forma originale. È costruito come una tragedia greca, con una progressione narrativa che parte dall’intimità familiare e sfonda verso l’orrore cosmico. La famiglia Graham, la nonna, i rituali, la stirpe maledetta: tutto è già stato detto in maniera spietata e definitiva. Un prequel avrebbe il compito arduo di fornire una genesi convincente a quella maledizione, di rendere ancora più terrificante qualcosa che è già terrificante al massimo livello.

Cosa potrebbe essere un prequel di Hereditary

Immaginando la possibilità di un prequel firmato Aster, probabilmente vedremmo l’origine del culto che controlla la famiglia Graham, oppure la storia della nonna Ellen quando era giovane, i momenti che l’hanno trasformata nell’architetto della maledizione. Potrebbe essere anche una storia più ampia, sull’ingresso della stirpe nel rituale, su chi ha inaugurato quella catena di orrori generazionali.

Ma qui emerge il vero nodo. Un prequel di questo tipo rischierebbe di spiegare troppo, di razionalizzare qualcosa che in Hereditary rimane magnificamente ambiguo. Parte del potere del film originale sta nel fatto che non sappiamo mai davvero se gli eventi sovrannaturali sono reali o se sono il frutto di una psiche familiare corrotta. Un prequel potrebbe distruggere questa ambiguità per sempre, trasformando il mistero in certezza.

È probabilmente questo il dubbio di Aster. Lui ha scritto la sceneggiatura, ha esplorato le possibilità narrative, ma ha realizzato che portarla sullo schermo significherebbe tradire l’essenza stessa di Hereditary. E infatti parla di “un grosso problema dietro al suo sviluppo”, il che suggerisce che non è una questione di budget o di disponibilità degli attori, ma qualcosa di più fondamentale, di autoriale.

Il quadro più ampio della carriera di Aster

Nel contesto della carriera di Aster, questa confessione ha senso. Dopo Hereditary, il regista avrebbe potuto facilmente cavalcare l’onda del successo e produrre un franchise horror. Invece ha scelto di andare ancora più lontano, sempre con A24, sempre con storie complesse e disturbatrici, sempre senza guardare indietro.

Midsommar è stato un horror diurno, brillante nella sua follia. Beau is Afraid è stato un incubo surrealista, quasi una risposta personale e deformata ai generi precedenti. Non sono film che cercano di replicare il successo di Hereditary, sono film che dicono: io come regista vado dove voglio, non dove il pubblico e l’industria si aspettano.

La confessione sul prequel scritto di Hereditary racchiude esattamente questa filosofia. Aster non è interessato a sfruttare l’oro che ha trovato, è interessato a scoprire dove si trovano le altre miniere. E se ha scritto un prequel e poi ha deciso che probabilmente non lo farà, è perché nel frattempo ha capito che non è dove vuole andare.

Per gli spettatori, la notizia è comunque affascinante. Sapere che esiste una sceneggiatura di un prequel di Hereditary, anche se non sarà probabilmente mai prodotta, è come scoprire un diario segreto di un artista. E chissà, magari tra dieci anni, quando Aster avrà concluso altri progetti, potrebbe decidere di riprendere quella sceneggiatura e di realizzarla davvero. O magari no, e il prequel rimarrà per sempre un fantasma, un’opera non nata, un’idea che era giusta solo sulla carta.

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