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Saturnia Film Festival 2026, annunciato il programma: Cavalli e Guerritore tra gli ospiti

La nona edizione dal 30 luglio al 2 agosto in Maremma con lungometraggi, cortometraggi e una giuria d'eccezione guidata da Paolo Orlando.

di Baldo · · 3 min lettura ·
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Saturnia Film Festival 2026, annunciato il programma: Cavalli e Guerritore tra gli ospiti

Il Saturnia Film Festival torna per la sua nona edizione e lo fa da dove non ha mai smesso di radicata: la Maremma toscana, tra i borghi e le terme che le danno il nome. Dal 30 luglio al 2 agosto 2026 (con pre-apertura il 24 luglio), la manifestazione diretta artisticamente da Alessandro Grande e promossa da Aradia Productions si conferma come uno dei festival italiani più interessanti per chi vuole scoprire il cinema che conta davvero.

La vocazione del festival rimane quella di celebrare il cinema emergente, mantenendo però una prospettiva internazionale e una giuria di tutto rispetto. Stavolta a presiedere il Concorso Cortometraggi c’è Paolo Orlando di Medusa Film, affiancato da nomi che nel panorama italiano contano: Francesco Gheghi, Valentina Lodovini, Manuela Rima e Corrado Azzollini.

I nomi e i film in programma

Tra i lungometraggi spicca subito Il rapimento di Arabella, con Benedetta Porcaroli, che vedrà la regia di Carolina Cavalli ospite del festival sabato 1° agosto a Montemerano. La Cavalli è un’autrice che ha dimostrato negli anni una sensibilità narrativa particolare, e questo nuovo progetto promette di continuare su quella strada.

Monica Guerritore, invece, sarà protagonista della serata del 31 luglio con Anna, un ritratto dedicato a Anna Magnani. È il genere di progetto che i festival come Saturnia sanno valorizzare: non il cine-blockbuster, ma il cinema che racconta il cinema, che omaggia i grandi nomi con rispetto e profondità.

Completa la selezione dei lungometraggi Le città di pianura di Francesco Sossai, filmmaker che merita di essere conosciuto al di là dei circuiti più tradizionali.

Per quanto riguarda i cortometraggi, il programma è davvero variegato. Oltre ai titoli internazionali come Choice di Marko Crnogorovski, Normal di Lara Panah-Izadi e Rhubarb Rhubarb di Kate McMullen, ci sono produzioni italiane di qualità: Arborea di Letizia Zatti, Arca di Lorenzo Quagliozzi e Tempi supplementari di Matteo Memè.

Nella sezione animazione figurano Mud di Caterina Salvadori e Mariasole Brusa, Retirement Plan di John Kelly (già premiato agli Oscar 2026) e Rukeli di Alessandro Rak, che torna a sorprendere con la sua ricerca stilistica inconfondibile.

Uno sguardo alle donne

Particolarmente interessante è la sezione Sguardi di donne, realizzata in collaborazione con Mujeres nel Cinema e l’Associazione Olympia de Gouges. Tre cortometraggi di registe donne che affrontano tematiche femminili: Gente per bene di Irene Girotti, La parola amore non esisteva di Eva Dematté e Punti nascosti di Beatrice Baldacci. È il tipo di programmazione che distingue un festival serio da uno che fa soltanto numero: scelte consapevoli, non vetrine.

Perché Saturnia continua a funzionare

Saturnia mantiene intatta la sua vocazione itinerante, spostandosi tra diversi luoghi della provincia di Grosseto: San Martino sul Fiora, Saturnia, Montemerano e le Terme di Saturnia. Non è una scelta scenografica da poco: è un’idea di festival come parte viva del territorio, non paracadutato da fuori. L’organizzazione, sotto la presidenza di Antonella Santarelli, sa che i festival di qualità in Italia devono trovare una loro ragione di essere oltre la concorrenza con i grandi nomi. Qui la ragione è chiara: emergenza, territorio, donne, internazionalità e una giuria che sa cosa guarda.

Il sostegno di partner come Medusa Film, MIC Cinema e Audiovisivo e la Fondazione CR Firenze non è casuale. Significa che dietro questa manifestazione c’è un progetto pensato nel lungo termine, non un fuoco di paglia estivo.

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