Vai al contenuto

festival

Biografilm 2026, Bologna celebra le storie: 64 film da 34 paesi e 54 anteprime

La 22ª edizione del festival (5-15 giugno) torna con il tema «Umanità: singolo plurale». In programma documentari, fiction e serie tv, con ospiti come Kaouther Ben Hania e Milena Vukotic. Dedicate a Wiseman e Gosetti.

di Baldo · · 3 min lettura ·
#biografilm#bologna#documentari
Biografilm 2026, Bologna celebra le storie: 64 film da 34 paesi e 54 anteprime

Biografilm torna a Bologna a giugno con una edizione che promette di essere tra le più ricche della sua storia. La 22ª edizione del festival, in programma dal 5 al 15 giugno, si presenta come una grande celebrazione del cinema del reale, costruita attorno a storie individuali che aprono riflessioni più ampie sui temi collettivi che attraversano il presente.

Il theme scelto per quest’anno, «Umanità: singolo plurale», racconta bene l’identità di questo festival: partire dalle esperienze personali per interrogarsi sulla complessità della società contemporanea. È una formula che funziona, perché permette di tenere insieme il particolare e l’universale, il microscopico e il macroscopico.

64 film da mezzo mondo, con 54 anteprime

I numeri raccontano l’ambizione di questa edizione. Il cartellone comprende 64 film totali—documentari, finzione e serie tv—provenienti da 34 paesi diversi. Ma il dato più interessante è quello delle anteprime: ben 54, di cui 16 mondiali. Significa che chi viene a Biografilm vedrà per la prima volta un sacco di cose. Tra questi anche cinque episodi di serie scripted, segno che il festival sta allargando il suo sguardo oltre il lungometraggio tradizionale.

Tra i titoli più attesi circolano nomi come Everybody to Kenmure Street, Burning Voice, Little Sinner, The Winning Generation e The Voice of Hind Rajab, quest’ultimo descritto dai direttori come il «diario di Anna Frank dei giorni nostri»—promettenti in termini di spessore etico e narrativo.

Particolare attenzione va riservata alle opere prime e seconde: sono 28 quelle selezionate, di cui 14 concorreranno ai premi Hera dedicati ai nuovi talenti. È il modo giusto di fare festival: non solo consacrare chi è già stabilito, ma anche dare visibilità a chi sta iniziando.

Un festival di memoria e incontri

Questa edizione ha un’anima intimamente legata al ricordo. È dedicata infatti alla memoria di due figure monumentali della cultura cinematografica: Frederick Wiseman e Giorgio Gosetti, entrambi scomparsi nel 2026. Due personalità che rappresentavano direzioni diverse—Wiseman il documentarista americano per eccellenza, Gosetti la storia critica del cinema italiano—eppure unite da una medesima dedizione al racconto veritiero.

L’apertura del festival il 5 giugno è affidata a Broken English, diretto da Jane Pollard e Iain Forsyth, un ritratto della cantante Marianne Faithfull descritto come coraggioso e capace di attraversare oltre sessant’anni di carriera di una donna che ha saputo reinventarsi continuamente. È una scelta consapevole: cominciare con una storia di resistenza e reinvenzione personale.

La chiusura invece spetta a The Revolution Against Death di Joshua Oppenheimer, un cortometraggio che esplora il tema dell’immortalità attraverso una comunità di anziani californiani che si fanno congelare in attesa di una futura resurrezione tecnologica. È il genere di film che solo Oppenheimer poteva fare: strano, onirico, profondamente umano.

Tra gli ospiti previsti figurano Kaouther Ben Hania (regista tunisina che unisce impegno politico e riflessione etica), Milena Vukotic, Rula Jebreal, Ron Moss, il poeta Milo De Angelis e altri ancora. A Ben Hania, Vukotic e Bonnie Timmermann (la leggendaria casting director dietro star come Kate Winslet, Mark Ruffalo e Scarlett Johansson) sarà assegnato il Celebration of Lives Award, premio che riconosce il contributo di una vita al cinema.

Nuovi linguaggi e attenzione all’accessibilità

Biografilm 2026 introduce anche novità significative nel suo approccio. Nasce la sezione «Biografilm poesia – La vita che scrive», dedicata alla poesia contemporanea, segnale che il festival vuole espandere il dialogo tra diversi linguaggi artistici. C’è poi il Biografilm Podcast Award, a conferma che il festival segue l’evoluzione dei media.

Particolarmente meritoria è l’attenzione all’accessibilità e all’inclusione. La collaborazione con Fiadda ER garantirà sottotitoli dedicati per tutti i film del concorso Biografilm Italia, e nasce una Giuria Fiadda Sguardi Accessibili composta da giovani persone sorde. Non è un dettaglio: è il modo di fare comunità intorno al cinema.

Il programma si distribuisce in otto sezioni della Selezione Ufficiale. Il Concorso Internazionale mantiene il suo focus sulle sfide del presente vista da tutto il mondo, Biografilm Italia raccoglie le migliori produzioni nazionali recenti, e Contemporary Lives (dodici storie collettive per il premio Manifesto) si dedica a film di impatto sociale. Non manca spazio per arte, musica e memoria collettiva con Biografilm Art&Music e la sezione Sguardi in Camera.

In sostanza, è un festival che non sceglie tra la profondità e l’apertura, tra la memoria e il presente, tra il talento consacrato e la scoperta. È esattamente quello che Bologna merita e quello che il cinema del reale ha bisogno di avere.

Che ne pensi?