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dietro le quinte

Bentornati al Sud, le riprese iniziano: Bisio e Siani tornano dopo 16 anni

Claudio Bisio e Alessandro Siani ricominciano a lavorare insieme per il terzo capitolo della saga. Luca Miniero di nuovo dietro la macchina da presa, set a Castellabate dall'8 giugno.

di Baldo · · 3 min lettura ·
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Bentornati al Sud, le riprese iniziano: Bisio e Siani tornano dopo 16 anni

Dopo sedici anni di distanza dal primo Benvenuti al Sud, torna in produzione il terzo capitolo della saga che ha segnato il cinema italiano degli ultimi due decenni. Le riprese di Bentornati al Sud inizieranno ufficialmente l’8 giugno a Castellabate, il piccolo borgo cilentano che è diventato quasi un protagonista quanto gli stessi attori della storia.

A riportare sullo schermo la celebre coppia comica saranno ancora una volta Claudio Bisio e Alessandro Siani, che torna sotto la direzione di Luca Miniero, il regista che ha firmato i due capitoli precedenti. Una continuità di visione e stile che, almeno sulla carta, garantisce ai fan della saga di ritrovare quello spirito che caratterizzò il primo film, diventato un vero e proprio fenomeno di botteghino.

Il cast si allarga

Il film non prevede solo il ritorno dei due protagonisti. Nel cast ritroviamo Angela Finocchiaro, Nunzia Schiano, Nando Paone, Salvatore Misticone, Giacomo Rizzo e Valentina Lodovini. Una struttura di personaggi che mantiene coesione con l’eredità della saga, anche se rimane da scoprire come saranno integrati i nuovi volti e quali dinamiche creeranno con la coppia principale.

Le riprese si estenderanno per sette settimane, non solo a Castellabate ma anche a Roma e Milano, il che suggerisce una struttura narrativa che mantiene la dualità Nord-Sud che ha caratterizzato la serie sin dall’inizio. Il progetto è prodotto da Bartleby Film, Italian International Film e Medusa Film, la stessa Medusa che distribuirà il film nelle sale italiane.

Perché questa saga funziona ancora

È lecito chiedersi se un terzo capitolo di una commedia arrivato così tardi abbia ancora ragion d’essere. Benvenuti al Sud è uscito nel 2010 e fu un successo massiccio. Benvenuti al Nord seguì nel 2012, capitalizzando il successo del primo film con una sorta di inversione geografica della trama. Poi il silenzio, sedici anni di assenza.

Ma il pubblico italiano ha dimostrato di amare questa saga. Entrambi i film sono stati lavori solidi da un punto di vista commerciale e, nei loro limiti di genere, anche piacevoli per chi ama la commedia leggera. Il meccanismo narrativo funziona: il Nord incontra il Sud, gli stereotipi vanno in scena, ci sono equivoci e situazioni comiche costruite intorno alle differenze culturali italiane. È un genere che, per quanto criticato, continua a trovare spettatori disposti a pagare il biglietto.

Il fatto che riparta proprio da Castellabate, il luogo simbolo dei primi due film, suggerisce che i creatori vogliono mantenere una continuità visiva e narrativa. Non è una reboot, non è uno spin-off. È semplicemente il capitolo successivo della stessa storia, con gli stessi personaggi a distanza di anni.

Lo stato del cinema italiano

Un progetto come questo dice qualcosa anche sullo stato attuale della produzione cinematografica italiana. Le grosse produzioni che vanno in cantiere sono sempre meno. I franchise consolidati, per quanto vecchi, rimangono tra le opzioni più sicure dal punto di vista finanziario. Miniero, che ha diretto anche altri film di successo, torna a questa saga perché sa di avere un pubblico che la riconosce e l’ama. Non è una scelta casuale, è una scelta di mercato.

Resta da verificare se il passaggio di sedici anni avrà fatto invecchiare il format, se il pubblico contemporaneo cercherà ancora una commedia costruita su questi meccanismi, oppure se la nostalgia del primo film sarà sufficiente a portare le persone in sala. Al momento, gli ingredienti ci sono: regista confermato, coppia principale intatta, location riconoscibile, cast solido. Da qui alle sale, il passo è ancora lungo, ma il progetto è in movimento.

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