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Can Yaman sbarca nella commedia: «Da ragazzo ero un nerd, mi servirà»

Al Taormina Film Festival, l'attore turco ha rivelato i prossimi progetti e ripercorso la sua storia da Istanbul alle serie internazionali, mostrando un lato più spontaneo.

di Baldo · · 2 min lettura ·
#Can Yaman#commedia#Taormina Film Festival
Can Yaman sbarca nella commedia: «Da ragazzo ero un nerd, mi servirà»

Can Yaman al Taormina Film Festival ha fatto un passo indietro nella sua carriera, almeno narrativamente, riportando il pubblico ai tempi in cui non era ancora la star televisiva che conosciamo. Ospite del festival siciliano, ha raccontato una versione di sé piuttosto lontana dall’immagine dell’eroe d’azione che lo ha fatto diventare celebre internazionalmente grazie a Sandokan.

L’incontro con il pubblico è stato piuttosto caloroso. Applausi, richieste di autografi e cori hanno accompagnato il suo intervento davanti a una platea composta principalmente da giovani fan. In quell’atmosfera, Yaman ha approfittato per condividere alcuni aneddoti personali che vanno oltre quello che solitamente emerge nelle interviste promozionali.

Da Istanbul ai sogni internazionali

L’attore turco ha ripercorso la propria storia dalla infanzia a Istanbul fino ai sogni di una carriera internazionale. Ha rivelato che da ragazzo era quello che potremmo definire un secchione, descritto da lui stesso come “antisociale”. Un dettaglio apparentemente banale, se non fosse che Yaman lo ha collegato direttamente ai suoi prossimi progetti professionali.

La commedia come sfida

Qui arriva il punto interessante: Can Yaman ha anticipato che sta per lanciarsi in un nuovo genere, la commedia, lontano dai ruoli d’azione e dal fascino da divo che lo hanno reso celebre. E proprio quella esperienza adolescenziale di isolamento e introversione, ha spiegato, gli servirà per interpretare correttamente il personaggio.

È una considerazione che rivela come lavora un attore quando riflette sui suoi ruoli: non si tratta solo di recitare, ma di attingere a parti autentiche di sé, anche quelle non necessariamente glamour o socialmente agevoli. La commedia, tradizionalmente, richiede un’osservazione più acuta del comportamento umano, spesso proprio di quelle situazioni imbarazzanti o marginali che l’adolescente introverso conosce bene.

Yaman ha mostrato durante l’intervista al Taormina un lato decisamente più spontaneo rispetto alle interviste promozionali classiche, raccontando il suo percorso in modo riflessivo anziché celebrativo. Non è stato un semplice esercizio nostalgico, ma piuttosto una dimostrazione di come i percorsi professionali degli attori internazionali sono spesso costruiti anche su una ricerca di varietà e di sfide nuove.

La scelta di approdare alla commedia rappresenta un cambio di direzione consapevole per un attore che ha costruito la sua fama mondiale su ruoli più drammatici e d’azione. È il tipo di mossa che molti interpreti affrontano quando raggiungono un certo livello di consapevolezza sulla propria carriera: allargare il repertorio, mostrare versatilità, sottrarsi al rischio della tipizzazione eccessiva.

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