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The Social Reckoning: Sorkin torna sul caso Facebook con Jeremy Strong

Aaron Sorkin dirige il seguito ideale di The Social Network. Jeremy Strong interpreta Zuckerberg nel 2021, tra Facebook Files e Frances Haugen. Trailer al CinemaCon 2026.

di Baldo · · 3 min lettura ·
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The Social Reckoning: Sorkin torna sul caso Facebook con Jeremy Strong

Sedici anni dopo The Social Network, Aaron Sorkin torna a raccontare Facebook. E questa volta non è una storia di genio e ambizione, ma di riscossa e crollo. The Social Reckoning è il seguito ideale del capolavoro di David Fincher del 2010, e il trailer appena diffuso al CinemaCon 2026 non lascia dubbi: il tono è molto più cupo, molto più pesante.

Jeremy Strong è Zuckerberg nel 2021

Al posto di Jesse Eisenberg troviamo Jeremy Strong, che veste i panni di Mark Zuckerberg nel 2021, il momento in cui tutto crolla addosso al fondatore di Facebook. Se il primo film raccontava la nascita di un’azienda, l’arroganza giovanile, i contrasti legali, questo nuovo capitolo affronta le conseguenze di quelle scelte: il caso degli Facebook Files, la denuncia della whistleblower Frances Haugen, le inchieste governative, il caos globale che scoppia quando il mondo capisce cosa stava succedendo dietro le quinte.

Sorkin stesso ha definito il film una “storia di Davide contro Golia”, e guardando il trailer è facile capire il riferimento: non è Zuckerberg il Davide qui. È il ragazzo che ha costruito un impero senza pensare alle conseguenze, e ora si ritrova circondato. Strong ha quella faccia che sa fare disperazione, quella recitazione introspettiva che funziona bene quando devi mostrare un uomo sotto pressione. È lontano anni luce dall’Eisenberg del 2010: meno snervante, più vulnerabile.

Un cast completamente nuovo

Attorno a Strong, Sony Pictures ha messo insieme un cast rinato: Mikey Madison (Scream Franchise, Madame Web), Jeremy Allen White (Fargo, The Iron Claw) e Bill Burr, il comico di Boston che negli ultimi anni ha fatto irruzione nella recitazione drammatica con risultati interessanti. Niente del vecchio ensemble, insomma. Niente Timberlake, niente Garfield, niente Armie Hammer. È una scelta intelligente, una dichiarazione di intenti: questo è un altro film, un’altra prospettiva.

Quando esce

Il film uscirà il 9 ottobre 2026. Ancora mesi di attesa, ma il trailer è già lì a ricordarci che Sorkin non molla la presa su questo tema. È uno dei pochi sceneggiatori di Hollywood che sa raccontare l’industria tech con intelligenza, senza ridurla a slogan o a propaganda. Ha fatto così con The West Wing, con The Newsroom, con The Social Network appunto: guarda dentro, mette a nudo i meccanismi, gli ego, le bugie che ci raccontiamo.

La trama

Il trailer non rivela molto della trama vera e propria, ma è abbastanza chiaro: Zuckerberg nel 2021 è circondato. Dalle accuse, dalle inchieste, dai media ostili, dall’opinione pubblica che finalmente capisce cosa significa avere 3 miliardi di persone collegate a una sola piattaforma controllata da un tizio. Haugen è il fulcro morale del film, probabilmente. È la voz della coscienza che Sorkin non poteva non includere. E il titolo stesso, The Social Reckoning, significa “resa dei conti”: il momento in cui le conseguenze arrivano a casa.

Perché questo film è importante

Non è solo un sequel. È una continuazione narrativa, ma anche una critica morale che il primo film, per quanto intelligente, non poteva fare. The Social Network era affascinato dal genio di Zuckerberg, dalla sua sprezzo per le regole, dalla velocità della creazione. The Social Reckoning guarda quella velocità da un altro punto di vista: quante persone sono state danneggiate mentre questo tizio costruiva il suo impero? Quante vite deviate? Quanta democrazia corrosa?

Sorkin ha le mani per raccontarlo bene. Ha il linguaggio visivo (o quantomeno ha il linguaggio, dato che non dirige, ma la regia è comunque sua anche quando non è dietro la macchina da presa). E ha il coraggio di dire che questa storia non finisce bene. Nessuno vince, alla fine. Facebook continua a esistere, Zuckerberg continua a essere ricco sfondato, ma tutti sappiamo che qualcosa è rotto. E il film lo sa anche lui.

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