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A War on Women, il documentario di Raha Shirazi sulla resistenza femminile iraniana

Raha Shirazi racconta cinquant'anni di lotte e disobbedienza quotidiana in Iran, dalla morte di Mahsa Amini al movimento 'Donna, vita, libertà'

di Baldo · · 2 min lettura ·
#documentario#iran#donne
A War on Women, il documentario di Raha Shirazi sulla resistenza femminile iraniana

A War on Women è un documentario che non racconta una rivolta improvvisa, ma il frutto maturo di decenni di tensione e resistenza. La regista Raha Shirazi ci guida dentro la storia dell’insurrezione femminile iraniana attraverso una lente che amplia lo sguardo oltre il momento specifico che tutti conosciamo: settembre 2022, quando Mahsa Amini muore nelle mani della polizia morale iraniana per non aver indossato correttamente il velo.

Quell’evento tragico diventa il detonatore, il punto di rottura che trasforma decenni di proteste silenziose in un movimento collettivo visibile. Lo slogan “Donna, vita, libertà” diventa il grido di una mobilitazione senza precedenti nella storia recente della Repubblica Islamica. Ma Shirazi fa un gesto narrativo importante: non parte da lì. O meglio, parte da lì per guardarsi indietro.

Cinquant’anni di disobbedienza quotidiana

Il titolo stesso, A War on Women, è volutamente provocatorio. Non è una guerra che le donne combattono, ma una guerra che viene combattuta contro di loro, sistematica e quotidiana. Il documentario dispiega questa logica mostrando come la resistenza femminile in Iran non sia nata con un hashtag o un momento virale, ma sia il risultato di generazioni di piccoli atti di disobbedienza: il velo indossato male di proposito, lo sguardo che sfida, la parola proibita pronunciata in pubblico.

Shirazi lavora con una prospettiva storica che demistifica il concetto stesso di “rivolta spontanea”. Quello che è esploso nel 2022 era già lì, stratificato negli anni, custodito dalle donne iraniane attraverso gesti quotidiani di resistenza che il regime cercava di soffocare ma non poteva eliminare completamente. È una storia di ostinazione, di memoria collettiva, di coraggio trasmesso di madre in figlia.

La forza del documentario

Questa scelta di prospettiva è ciò che rende A War on Women un’opera significativa nel panorama del documentarismo contemporaneo. Non è un lavoro che si ferma alla cronaca dell’evento, ma che lo contestualizza dentro una battaglia molto più lunga e molto più profonda. È un racconto sulle radici, sulle fondamenta, su come un movimento popolare non nasce dal nulla ma dal terreno preparato da decenni di lotta sotterranea.

Il film diventa così anche una meditazione sulla memoria femminile, su come le donne iraniane hanno custodito la propria dignità e la propria libertà attraverso forme di resistenza che il sistema non poteva criminalizzare facilmente perché erano intessute nella vita ordinaria. È la storia di un popolo che non ha smesso di desiderare libertà, anche quando ogni manifestazione era proibita.

Raha Shirazi con questo documentario compie un lavoro che va oltre la semplice cronaca dei fatti: restituisce profondità storica a un momento che rischiava di essere consumato dalle narrazioni veloci dei media. Mostra che “Donna, vita, libertà” non è uno slogan emerso dal nulla, ma il riassunto perfetto di una lotta che in Iran va avanti da più di cinquant’anni.

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