Cynthia Erivo ha deciso di prendersi uno spazio per parlare chiaro: il rapporto con Ariana Grande non è una costruzione pubblicitaria, e gli stereotipi razziali che ha subito online sono inaccettabili. Due questioni diverse, ma legate dalla stessa dinamica tossica che circonda il successo di Wicked.
Partiamo dalla base. Wicked è stato un fenomeno globale, con Erivo nei panni di Elphaba e Grande in quelli di Glinda. Due attrici da mondi completamente diversi — Erivo dalla teatro londinese e dalla musica soul, Grande dalla Disney e dalla trap pop — che si sono trovate a convivere per mesi sul set di due film consecutivi. Naturale che scattasse una sintonia. E infatti è scattata. Il problema è che su Internet, c’è gente che ha deciso che questa amicizia non poteva essere vera.
Il gossip sul set e la difesa dell’autenticità
Le voci circolavano già durante i ciak: “È tutto finto, lo fanno per promuovere i film”. Come se due attrici professioniste non potessero semplicemente andare d’accordo. Erivo non ha girato la testa dall’altro lato. Ha detto direttamente che il suo legame con Grande è sincero, autentico, basato su mesi di lavoro intenso insieme. Non c’è niente di strano nel fatto che quando passi otto ore al giorno con una persona a recitare duetti, balletti e scene drammatiche, finisci per creare una connessione vera.
Questa è la parte più fastidiosa della macchina cinematografica contemporanea: il modo in cui il pubblico online sceglie di interpretare il dietro le quinte. Ognuno diventa detective, convinto di smascherare la falsità. Ma Erivo ha ragione a smentire questa lettura. L’amicizia sul set è una cosa normale, non scandalo.
L’incidente a Singapore e gli attacchi razziali
Ma c’è un altro strato, molto più grave. Durante la premiere di Wicked a Singapore, un’aggressione fisica è stata rivolta a Grande (secondo i racconti). E qui le cose si complicano. Perché Erivo, in difesa della sua co-star, ha raccontato come gli stereotipi razziali affrontati sui social media abbiano alimentato un’atmosfera di odio intorno a entrambe.
“Hanno deciso chi fossimo da casa”, ha detto Erivo. E questa frase racchiude tutto il problema. Il razzismo online non è mai casuale: è strutturale. È la macchina che parte quando una donna nera ottiene il ruolo principale in un adattamento di un musical iconico. È il modo in cui certi spazi online si trasformano in covi di risentimento verso chi non corrisponde al proprio canone estetico o razziale.
Erivo ha parlato di come questi attacchi abbiano raggiunto non solo lei, ma anche Grande, creando un clima dove persino un semplice gesto di amicizia viene letto come una cospirazione. Il razzismo non è un commento isolato su Twitter. È un ecosistema intero che cerca di delegittimare, di mettere in dubbio, di attaccare.
Wicked e il peso della rappresentazione
Qui entra in gioco anche il discorso più ampio: Wicked è uno dei pochi progetti hollywoodiani di scala globale con una donna nera al centro della narrazione. Elphaba è il cuore della storia, il personaggio principale, il volto del film. E questo, per una certa parte di Internet, è stato indigesto. Non è casuale che gli attacchi siano stati così feroci.
Erivo ha corso un rischio professionale enorme accettando questo ruolo. Sapeva che sarebbe stata scrutinata più di chiunque altro sul set. Sapeva che certi ambienti online avrebbero trovato pretesti per attaccarla. E ha continuato comunque, dando una performance solida, portando il pubblico mondiale in un universo fantasy dove Elphaba è la vera protagonista.
Il fatto che ora debba anche difendersi dall’insinuazione che la sua amicizia con Grande sia falsa, aggiunge un ulteriore strato di ingiustizia. È come dire: “Sì, hai il ruolo principale, ma ora devi anche spiegare al mondo che le tue amicizie sono vere, che la tua felicità sul set non è propaganda.”
Conclusione
Cynthia Erivo ha fatto bene a parlare. Ha smentito il gossip cattivo, ha denunciato il razzismo strutturale e ha rivendicato il diritto di avere amicizie genuine senza che il pubblico online decida in anticipo che tutto è falso. Wicked è stato un successo planetario, e Erivo ne è parte fondamentale. Il resto è rumore tossico che merita di essere chiamato per quello che è: odio mascherato da scetticismo.



