Fuze – Conto alla rovescia è uno di quei film che arriva senza clamore, ma che sa il fatto suo. David Mackenzie dietro la macchina da presa non è una novità per chi segue il genere thriller: il regista ha già dimostrato di saper maneggiare la tensione con Hell or High Water, e qui torna a fare quello che sa fare meglio: intrattenere senza scendere a compromessi.
Il punto di forza del film è proprio la sua struttura narrativa. Procedendo a ritmo sostenuto, Fuze mantiene lo spettatore sulla corda per tutta la durata, guidandolo verso un finale che riesce a sorprendere nonostante la complessità della trama. Non è banale in un thriller contemporaneo riuscire a confezionare un colpo di scena che non risulti completamente prevedibile o, peggio, contraddittorio con quello che è stato mostrato prima.
Un cast che funziona
Il merito non è solo di Mackenzie. Fuze – Conto alla rovescia si regge anche su un cast solido, che riesce a dare credibilità a una rete di personaggi intricata e tesa secondo lo schema messo in piedi dal regista. Ci sono attori che sanno come muoversi in questo tipo di materiale, e il loro lavoro aiuta a mantenere alta la tensione anche nei momenti meno espliciti.
Cinema di genere che funziona
Ciò che colpisce, in fondo, è il fatto che Mackenzie non tradisce il genere thriller cercando di alzare artificialmente il livello artistico del film. Qui il regista accetta le regole del cinema d’intrattenimento e le rispetta, ma le rispetta bene. Non c’è niente di male nel fare un film di genere che funziona secondo le sue proprie logiche: anzi, è proprio quello che il pubblico medio cerca quando entra in sala.
Certo, c’è quel tocco finale, un flashback conclusivo che potrebbe sembrare un po’ furbo, un modo per aggiungere un ulteriore strato di complessità al racconto. Ma non scivola nel ridicolo: resta coerente con quello che è stato costruito finora.
Verdict
Sarebbe un peccato far passare inosservato Fuze – Conto alla rovescia. Non è un capolavoro, ma è un thriller che sa il fatto suo, capace di mantenere lo spettatore impegnato per tutta la durata. David Mackenzie dimostra ancora una volta di essere un artigiano del genere che conosce perfettamente il suo mestiere. Per chi ama i thriller ben costruiti e non ha pretese narrative particolari, merita decisamente una possibilità.



