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I Cesaroni 7, Mediaset accelera: Netflix è l'ultima spiaggia

Canale 5 anticipa il finale di una settimana. La serie si sposta su Netflix dal 15 giugno: il segnale di una strategia disperata per salvare quello che gli ascolti stanno distruggendo.

di Baldo · · 3 min lettura ·
#I Cesaroni#Mediaset#Netflix
I Cesaroni 7, Mediaset accelera: Netflix è l'ultima spiaggia

Quando una rete televisiva cambia improvvisamente il palinsesto e anticipa la fine di una serie di una settimana, non è mai una buona notizia. Nel caso di I Cesaroni - Il ritorno, il settimo capitolo della storica sitcom italiana, quello che sta accadendo è il quadro di una situazione critica che Mediaset non sa più come gestire.

Il finale era stato comunicato per lunedì 8 giugno su Canale 5. Adesso arriva il 1° giugno. Una settimana di anticipo che non è casuale, non è strategica nel senso classico del termine: è una ritirata. E il fatto che Mediaset Infinity abbia già aggiornato il palinsesto online conferma che la decisione è stata presa e comunicata ai canali interni prima di diventare pubblica.

Perché Mediaset scappa dai propri ascolti

La storia di I Cesaroni - Il ritorno è stata complicata fin dal principio. La serie è tornata dopo anni di assenza, con un cast rinnovato e il tentativo di riaccendere la nostalgia degli spettatori dei primi capitoli. Ma gli ascolti iniziali, quelli che avevano fatto sperare in una sorta di prodigio televisivo, si sono rivelati deludenti. Non il disastro totale, intendiamoci, ma sufficientemente bassi da far capire che il pubblico di Canale 5 non stava realmente abboccando all’amo.

Mediaset ha una strategia storica: quando una serie non funziona in prima serata, la si accelera verso la conclusione. È quello che sta succedendo adesso. Anticipare il finale di una settimana significa due cose: da un lato, limitare i danni in termini di ascolti complessivi della stagione; dall’altro, lato più importante, significa fare spazio in palinsesto per altri contenuti che magari funzionano meglio.

Ma c’è un secondo livello a questa storia, e questo sì è interessante dal punto di vista industriale.

Netflix come paracadute

Mediaset ha venduto i 12 episodi di I Cesaroni 7 a Netflix, dove la serie arriverà il 15 giugno. Due settimane dopo il finale televisivo italiano, la stagione sarà disponibile sulla piattaforma di streaming. Non è una coincidenza che Netflix non abbia acquisito solo la nuova stagione, ma che abbia manifestato interesse proprio adesso, quando Mediaset stava già capendo che qualcosa non stava funzionando.

Questa è la nuova logica dell’industria televisiva italiana: una serie non funziona più in linear TV, la si vende a uno streamer. Non è una seconda chance vera, è un cambio di destinazione finale. E per Mediaset, è una mossa intelligente dal punto di vista economico. Invece di bruciare ascolti per altre tre settimane, la chiude, la vende a Netflix, incassa soldi della piattaforma, e il pubblico che le series drammatiche seguono soprattutto tramite streaming può recuperarla lì.

Per gli spettatori fedeli della serie, è una situazione frustrante: il finale arriva in anticipo, e se vogliono continuare la storia devono spostarsi su Netflix. È il gioco che le piattaforme streaming hanno imparato a fare bene: non competono più solo sul contenuto, ma anche sul timing di distribuzione.

Il segnale più grande

Ciò che è davvero rilevante non è tanto il cambio di data o la vendita a Netflix. È quello che rappresenta: I Cesaroni - Il ritorno non è riuscito a essere quello che Mediaset sperava. Non è stata la nostalgia irresistibile che riportava il pubblico in massa su Canale 5. E questa è l’ammissione più grande che una rete può fare.

Per una serie che dovrebbe incarnare il ritorno di un classico della televisione italiana, è un fallimento. Non nei numeri assoluti forse, ma nei numeri relativi, in quelli che contano davvero: il pubblico non ha sentito il bisogno urgente di seguirla in diretta su Canale 5, preferendo recuperarla altrove o non seguirla affatto.

Mediaset non ha scelto di spostare la serie su Netflix per una visione strategica del futuro. L’ha fatto perché non sapeva più cosa fare del problema che aveva tra le mani. Netflix, almeno, le dà una via d’uscita decorosa.

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