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Ladies First: Cohen e il maschilismo tossico di Netflix, ma la commedia non decolla

Sacha Baron Cohen protagonista dell'adattamento Netflix di Thea Sharrock. Un cortocircuito di genere che diverte a tratti, ma non basta a salvare il film dal mediocre.

di Baldo · · 2 min lettura ·
#netflix#commedia#sacha-baron-cohen
Ladies First: Cohen e il maschilismo tossico di Netflix, ma la commedia non decolla

Ladies First arriva su Netflix con una premessa che sulla carta poteva funzionare: rovesciare le dinamiche di genere mettendo Sacha Baron Cohen nei panni di un uomo tossico e maschilista becero, circondato da donne che lo smascherano e lo affrontano. Il film è firmato da Thea Sharrock, regista che ha già dimostrato di sapersi muovere nel territorio della commedia drammatica (pensa a Me Before You). Ma quello che accade sullo schermo è un’altra storia.

Il problema di base è che Ladies First sembra consapevole di giocare su un cortocircuito di genere, come se questa consapevolezza bastasse a giustificare l’esistenza stessa del film. Cohen fa quello che sa fare da decenni: incarna un personaggio ridicolo e offensivo, spacciandolo per satira. Qui è tutto più contenuto rispetto ai suoi lavori passati, più leggero, più adatto al pubblico di streaming. Ma la leggerezza non genera automaticamente il riso.

Quando la satira non morde

Il vero tema di discussione, qui, non è tanto Netflix che “copia dai francesi”. È vero che esiste un precedente diretto: Non sono un uomo facile del 2018 di Eléonore Pourriat, che faceva esattamente il contrario (una donna maschilista in un mondo rovesciato). Ma il vero problema è che il cinema d’intrattenimento contemporaneo ha smesso di essere semplice evasione per trasformarsi in uno specchio deformato della società.

Quando accade, le intenzioni si confondono. Vuoi criticare il maschilismo? Bene. Vuoi fare ridere con la satira? Anche. Ma devi scegliere quale dei due è il punto centrale. Ladies First tenta entrambi gli equilibri e finisce per non eccellere in nessuno. Il personaggio di Cohen diventa un bersaglio troppo facile, troppo evidente. Non c’è sottile intelligenza nel mostrarci un uomo cattivo e farci ridere sulla sua cattiveria.

La struttura Netflix è una gabbia

C’è anche una questione di forma. I film Netflix, specialmente le commedie, tendono a seguire schemi pre-impostati. Durata standardizzata, ritmo diretto, risoluzioni pulite. Funzionano per il consumo da divano, ma spesso rendono difficile qualsiasi tentativo di sorpresa narrativa o di profondità. Ladies First soffre di questa gabbia. Potresti immaginare come la stessa storia, realizzata per il cinema tradizionale, avrebbe potuto permettersi pause più lunghe, silenzi più significativi, magari una fine più complicata.

Invece qui il film procede lineare, allegro, prevedibile. Fa il suo mestiere di intrattenimento, divertendo a tratti ma senza mai sorprendere. E quando una commedia non sorprende, è un problema.

La sensazione finale

Non è cattivo, Ladies First. Ma non è neanche particolarmente memorabile. Sacha Baron Cohen fa quello che sa fare, Thea Sharrock dirige senza particolari strappi, Netflix ha un altro titolo da aggiungere al catalogo. Tutto funziona, niente emoziona. È il sintomo di un cinema d’intrattenimento che ha scelto la sicurezza della ripetizione sulla provocazione del nuovo. E quando scegli quella strada, almeno assicurati che quello che ripeti sia fatto bene. Qui lo è, ma appena.

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