“Project Hail Mary” è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Andy Weir, autore del molto apprezzato The Martian. Phil Lord e Chris Miller, duo amatissimo grazie a successi come Spider-Verse e The Lego Movie, si trovano davanti al compito di adattare una storia enorme, complessa e davvero ambiziosa. È così che il film stesso diventa molto ambizioso: si parla di solitudine, amicizia, coraggio ma anche di paura, e le emozioni scorrono facilmente all’interno di scenari spettacolari e intrattenenti, ma anche emotivamente intensi.
Perfetta quindi la scelta di Ryan Gosling per interpretare Grace, un attore capace di passare dai momenti più drammatici a quelli più leggeri con una naturalezza davvero straordinaria. Visivamente il film è spettacolare: l’utilizzo dei LED screen, unito a un’ottima CGI, rende le immagini pregevoli e coinvolgenti. Lord e Miller sanno perfettamente come lavorare con la macchina da presa e il modo in cui giocano con gli spazi — nei meravigliosi set realmente costruiti — aiuta lo spettatore a immergersi completamente nella storia. Le sequenze più movimentate sono fantastiche e molto divertenti, mentre quelle più intime rimangono sempre coinvolgenti. Impossibile non menzionare la fotografia di Greig Fraser: il film gioca con molti colori, con la luce e con il buio, variando continuamente e mostrando una ricchezza visiva davvero notevole.
Il cuore del film: Rocky
Quando nel film compare Rocky — realizzato con effetti pratici straordinari e rifinito con una CGI impeccabile — il vero co-protagonista della storia entra finalmente in scena. Il rapporto di amicizia che nasce tra lui e Grace diventa il cuore pulsante del film, capace di divertire, emozionare e mantenere alto l’interesse per tutti i 156 minuti di durata. Una durata che potrebbe spaventare, ma che il film riesce a gestire bene grazie a un ritmo sempre sostenuto. Il viaggio nello spazio è affascinante, ma anche il passato del protagonista lo è: il montaggio alterna il prima e il durante la missione con grande attenzione, ogni informazione arriva al momento giusto, con i tempi e i modi giusti.
L’unico difetto
Un problema emerge negli ultimi venti minuti. In seguito a un evento cruciale viene presa una decisione che, come vediamo in un flashback, rappresenta la totale crescita del personaggio di Grace. Quando arriva quel momento, però, la scena sembra avere meno enfasi del necessario, quasi come se il film volesse accelerare un punto di svolta fondamentale per evitare di allungare ulteriormente la durata. Un difetto che incide relativamente, ma che rappresenta forse l’unica vera debolezza del film.
Per il resto, “Project Hail Mary” rimane un film d’intrattenimento di altissima qualità. Guidato da un’interpretazione straordinaria, pieno di cuore grazie al meraviglioso rapporto tra Rocky e Grace, spettacolare da guardare ed emotivamente coinvolgente. Il primo grande film del 2026 che merita assolutamente di essere visto al cinema. Oggi e domani (14 e 15 marzo) in anteprima e dal 19 marzo al cinema.



