Artem Tkachuk, il venticinquenne italo-ucraino che interpreta Pino ‘O Pazzo in Mare Fuori, è finito di nuovo in manette. Questa volta non è una scena della serie Rai, ma un evento reale che lo vede coinvolto in una brutta storia avvenuta a Rho, in provincia di Milano, nella notte tra lunedì e martedì.
Secondo la ricostruzione, l’attore si trovava in compagnia di tre ragazzi quando, intorno alle 3 del mattino, il gruppo avrebbe danneggiato quattro auto in sosta in via Molino Prepositurale. I residenti, svegliati dal rumore, hanno chiamato la polizia. Qui iniziano i problemi seri: durante il controllo, Tkachuk avrebbe rivolto minacce verbali agli agenti con frasi come “Ora vi sfondo” e “Vi meno”. Per lui è scattato un arresto per danneggiamento aggravato e una denuncia per minacce a pubblico ufficiale. È stato rilasciato in mattinata dopo il processo per direttissima.
Un episodio in una sequenza di comportamenti problematici
Il fatto è che questo non è il primo episodio. Anzi, a questo punto la sequenza è quasi allarmante. A febbraio, Tkachuk era rimasto coinvolto in una rissa fuori da un hotel di Roma dopo una serata in discoteca, con evidente alterazione alcolica. Ma quello che più ha fatto discutere è stato lo scorso settembre, quando l’attore è stato sottoposto a un TSO di tredici giorni presso l’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli dopo aver spintonato infermieri e personale di sicurezza al pronto soccorso, danneggiando anche un macchinario medico. All’epoca Tkachuk aveva fornito la sua versione, dicendo di essere stato “abbattuto come un elefante” dopo aver tolto le flebo per fumare una sigaretta.
Questi episodi, presi insieme, disegnano il profilo di un giovane attore in seria difficoltà, che combatte evidentemente con problemi personali molto seri.
La difesa della famiglia
Ciò che però distingue questo episodio dai precedenti è l’intervento della famiglia. Secondo le notizie, la madre e la fidanzata di Tkachuk si sono mobilitate per contrastare la versione fornita dagli agenti, annunciando l’intenzione di denunciare a loro volta gli ufficiali coinvolti nella vicenda. Questo introduce un elemento di conflitto ulteriore nella storia: non solo l’attore ha problemi con la legge, ma ora emerge anche una divergenza radicale sulla dinamica di quanto accaduto tra ciò che sostiene la polizia e ciò che sostiene l’entourage del ragazzo.
È difficile, da fuori, capire dove sta la verità. Quello che è chiaro è che c’è una persona giovane – Tkachuk ha solo 25 anni – che sembra trovarsi in uno stato di disagio profondo. Un ragazzo che ha avuto la fortuna di recitare in una delle serie italiane più amate del momento, Mare Fuori, che lo ha reso celebre, ma che evidentemente sta attraversando un periodo molto buio della sua vita.
Lo stato dell’industria e il supporto agli attori
Questa vicenda, per quanto spiacevole, pone anche una questione più ampia: quale supporto ricevono i giovani attori quando improvvisamente diventano celebri? Mare Fuori ha lanciato carriere, ma ha anche esposto dei ragazzi molto giovani a una visibilità che può essere destabilizzante. Non è una scusa per il comportamento di Tkachuk, sia chiaro, ma è una domanda legittima sul sistema in cui operano i professionisti del settore.
Per quanto riguarda la sua carriera nel mondo dello spettacolo, è difficile non pensare che questi episodi ripetuti creeranno non pochi problemi. Le produzioni televisive e cinematografiche sono molto caute nel lavorare con attori che hanno questo genere di fragilità manifesta, non per un giudizio moralistico ma semplicemente per questioni di assicurazione e di gestione del set. Se Tkachuk vuole continuare a lavorare come attore, avrà bisogno di un aiuto vero e concreto, non solo dai suoi cari ma anche da figure professionali che lo aiutino ad affrontare i demoni che chiaramente lo tormentano.



