Arriva la prima immagine dal set di Balcanica, il debutto alla regia di Nicola Sorcinelli. La fotografia rivela Matilda De Angelis al lavoro per quello che si annuncia come uno dei progetti più interessanti del prossimo periodo italiano, una coproduzione che unisce talenti europei e della regione balcanica.
Il film racconta una storia complessa e contemporanea: una giovane dottoressa in fuga dall’Afghanistan si incrocia con le vite di un padre e figlio, rispettivamente direttore d’orchestra e suonatore di tuba, che scappano dal paese dove la musica è stata proibita. È il tipo di trama che promette sia intimità emotiva che respiro epico, il genere di cinema che guarda al dramma contemporaneo senza retorica.
Il cast internazionale e la squadra dietro la macchina da presa
Accanto a De Angelis, il cast include Babak Karimi (il direttore d’orchestra) e Ivar Wafaei (il suonatore di tuba), oltre a Giovanni Toscano. Una scelta di casting che non è casuale: Karimi è attore afghano di caratura internazionale, il che aggiunge autenticità e urgenza umana al progetto.
La sceneggiatura porta la firma di Nicola Sorcinelli insieme ad Andrea Brusa. Dietro la macchina da presa, la fotografia è di Damjan Radovanović, la scenografia di Dragana Baćović. Il montaggio è affidato a Ian Degrassi, mentre le musiche vengono da Michele Braga. È una squadra che mescola professionisti italiani con esperienza balcanica e internazionale, il che spiega come il film sia riuscito a riunire risorse da più paesi.
Una coproduzione europea complessa
La produzione è un incrocio di case produttrici: Nightswim (con Ines Vasiljević e Stefano Sardo), Wildside del gruppo Fremantle (con Sonia Rovai e Ludovica Damiani), This and That Productions (con Snežana van Houwelingen) e Antitalent (con Katarina Prpic e Danijel Pek). Interessante notare che Matilda De Angelis figura anche come produttrice associata, segno che non è qui solo come attrice ma ha creduto nel progetto da vicino.
Il finanziamento arriva dal Fondo per lo Sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura italiano, con supporto dalla Lazio Innova e dal Film Center Serbia. È il tipo di operazione che racchiude l’idea contemporanea di cinema europeo: soldi italiani, talenti balcanici, storie che guardano all’Europa e oltre.
Perché questo film importa
Balcanica arriva in un momento dove il cinema italiano sta guardando sempre di più alle co-produzioni internazionali, non per cercare soldi ma per raccontare storie che hanno senso solo se guardate da prospettive multiple. Un film sulla fuga dall’Afghanistan, girato con attori e crew della regione, raccontato in una lingua europea contemporanea. Il tema della censura della musica, quella che ha toccato davvero l’Afghanistan, non è cosa da spalle fredde: è il tipo di materiale che quando funziona, ti resta addosso.
De Angelis, che dopo Ferzan Özpetek ha imparato a scegliere registi che hanno qualcosa da dire, sembra aver fiutato bene anche stavolta. Un debutto alla regia non è cosa da poco, e il fatto che il progetto abbia attirato una attrice della sua caratura e abbia mosso capitali da più paesi suggerisce che Sorcinelli sa dove sta andando.



