Mel Gibson ha finalmente mostrato il volto di Jaakko Ohtonen nei panni di Gesù Cristo. È la prima immagine ufficiale de La Resurrezione di Cristo, il sequel di La Passione di Cristo che arriva 23 anni dopo il fenomeno globale del 2004. Una lunga attesa che racconta quanto Gibson abbia tenuto a questo progetto, lavorandovi per oltre due decenni.
La foto diffusa ritrae Ohtonen in piedi su una collina rocciosa, circondato da una folla, in un’inquadratura che già comunica l’ambizione epica del film. L’attore finlandese, poco conosciuto al grande pubblico, eredita un ruolo leggendario: quello che Jim Caviezel portò sullo schermo nel 2004, diventando iconico per generazioni di spettatori. Non è un cambio da poco, e Gibson ha scelto consapevolmente di rompere la continuità con il cast originale.
Le riprese tra Roma e la Puglia
La lavorazione è appena conclusa, in anticipo di qualche settimana rispetto al programma iniziale. 134 giorni di riprese distribuiti tra diverse località italiane che suonano come una cartolina della bellezza cinematografica italiana: Roma, con studi di Cinecittà, ma anche Bari, Ginosa, Craco, Brindisi e Matera. Un set imponente che conferma come Gibson intenda portare sullo schermo una visione visionaria e intensa, lontana dai canonici film biblici.
L’uso di Cinecittà non è casuale. Gli studi storici romani continuano a essere il cuore pulsante della produzione cinematografica nazionale, e un progetto di questa portata non poteva che passare di lì. La scelta di girare anche nel Salento aggiunge un elemento di autenticità paesaggistica, con quelle contrade antiche e quei panorami che sembrano sospesi nel tempo.
Il cast internazionale e i rinvii
Accanto a Ohtonen, il cast internazionale include nomi di spicco: Kasia Smutniak, Riccardo Scamarcio, Rupert Everett per la componente europea, mentre Mariela Garriga (cubana) interpreterà Maria Maddalena. Una struttura produttiva che rispecchia le ambizioni globali del progetto.
Ma c’è un cambio nei piani: le uscite sono state rinviate. La Parte Uno arriverà il 6 maggio 2027, slittando dal 26 marzo inizialmente programmato, mentre La Parte Due debatterà il 25 maggio 2028. Entrambi i capitoli usciranno simbolicamente nel giorno dell’Ascensione, una scelta che non è certo casuale dato il tema religioso.
Gibson ha scritto la sceneggiatura insieme a Randall Wallace, l’autore di Braveheart, ed è chiaro che questa non è solo un’operazione commerciale. Lo stesso regista ha definito il progetto una missione personale, il racconto della “storia più importante dell’umanità”. Quando un cineasta con la visione (e l’ego) di Gibson parla così di un progetto, di solito sa quello che dice.
L’eredità di La Passione
Non dimentichiamo cosa significò La Passione di Cristo nel 2004. Con un budget di 30 milioni di dollari, incassò oltre 610 milioni nel mondo, diventando uno dei film indipendenti di maggior successo della storia del cinema. Per anni mantenne il record di maggiore incasso negli USA per un film vietato ai minori, superato solo quest’anno da Deadpool & Wolverine. È una pietra miliare, insomma.
Ritornare su quella storia 23 anni dopo, con una visione nuova e un nuovo attore, è una scommessa enorme. Ohtonen avrà i riflettori addosso come pochi altri attori in questo momento. Ma Gibson sa come funziona il cinema di genere epico-religioso, almeno quando vuol farlo funzionare.
L’attesa fino al maggio 2027 è lunga, ma la curiosità è già forte. Come sarà il Gesù di Gibson questa volta? Come racconterà la resurrezione in un mondo completamente diverso dal 2004? Questi sono i veri interrogativi che circondano il sequel.



