Officine UBU continua la sua mission di distributore colto e consapevole. In occasione delle Giornate di Cinema Ciné a Riccione, la label ha presentato il listino della prossima stagione, e il messaggio è chiaro: il focus è sul cinema europeo d’autore, con una particolare attenzione alla Francia.
Non è una scelta casuale. Se guardiamo agli ultimi anni, Robert Guédiguian rappresenta un valore aggiunto per qualunque catalogo distributivo. Il suo cinema rispecchia esattamente quello che Officine UBU ha sempre incarnato: linearità narrativa, sguardo antropologico sulla realtà, dramma umano senza retorica. E il suo ritorno nel listino della label sottolinea come il rapporto con il regista provenzale continui a essere centrale.
Gli arrivi di settembre e ottobre
Il calendario parte il 24 settembre con Santiago, regia di Yann Samuell. Il film è tratto dal celebre romanzo di Bernard Ollivier (stesso autore di “La ballata di Tenzing e Mallory”), e racconta un viaggio spirituale e fisico. Nel cast spiccano Alexandra Lamy e Julien Le Berre, due facce consolidate del cinema francese. Per Samuell non è la prima volta con Officine UBU: il regista ha costruito nel tempo una fiducia con la label, ed è sintomatico che un film come questo, introspettivo e narrativamente ambizioso, trovi casa proprio qui.
Subito dopo, a ottobre, ecco Nel silenzio delle stanze, dramma psicologico che vede protagonista Galatéa Bellugi. I dettagli sono ancora parziali, ma il titolo stesso suggerisce un’indagine intima, forse claustrofobica. Il genere drammatico psicologico è uno di quelli che richiede una distribuzione calibrata e paziente: il botteghino non è il parametro di successo. Officine UBU lo sa bene.
La strategia Francia di Officine UBU
Ciò che colpisce è la densità francese nel catalogo annunciato. Non è un’aberrazione: la Francia produce ogni anno centinaia di lungometraggi, e la qualità media rimane superiore a molti altri paesi europei. Ma soprattutto, per una label come Officine UBU, il cinema francese rappresenta una sorta di linguaggio naturale. C’è affinità estetica, c’è una comprensione del pubblico italiano colto che non ha mai smesso di amare il cinema transalpino.
La scelta di presentare il listino a Riccione, durante un evento dedicato al cinema, è furba dal punto di vista marketing. Non si va al multiplex, non si urla ai quattro venti. Si parla con chi già conosce, chi già sa riconoscere la differenza tra una distribuzione che calcola l’incasso e una che calcola l’impatto culturale.
Il contesto del cinema d’autore in Italia
Ma c’è un sottofondo più ampio. Negli ultimi anni, il cinema d’autore europeo in Italia ha vissuto alti e bassi. La pandemia ha cambiato le abitudini di visione, lo streaming ha cannibalizzato una fetta di pubblico che una volta gravitava attorno ai film non mainstream. Officine UBU, assieme ad altre label indie come Sinéma, Filmostrada o I Wonder Pictures, continua a credere che esista uno spazio per il cinema che non sia schiavo della formula o della media aritmetica.
Guédiguian, simbolicamente, rappresenta questa resistenza. È un regista che ha sempre rifiutato i compromessi, che filma il sociale senza predicare, che sa raccontare la Francia popolare con dignità. Che torni nel catalogo di Officine UBU non è una notizia di rotocalco, ma un segnale di continuità in un ecosistema distributivo sempre più fragile.
L’autunno cinematografico italiano si giocherà come sempre su più tavoli: i blockbuster, i film italiani, il cinema d’autore. Officine UBU sa qual è il suo tavolo, e continua a giocare con consapevolezza.



