Adler Entertainment ha tirato fuori il suo listino per gli ultimi mesi del 2026 e l’inizio del 2027, annunciando la strategia della distribuzione italiana durante le Giornate di Cinema Ciné di Riccione. È una programmazione che mescola generi e provenienze geografiche, cercando di coprire il più possibile quello che una sala italiana può desiderare nei prossimi mesi.
Il piatto forte del catalogo Adler per questo periodo sembra essere Exit 8, l’horror giapponese di Genki Kawamura. Non è un titolo sconosciuto: il film ha già circolato nei festival e nei circuiti specializzati, accumulando una certa reputazione tra gli appassionati di genere. Adler punta sulla qualità della regia e sulla capacità di Kawamura di costruire atmosfere inquietanti, elementi che dovrebbero fare la differenza in una sala affollata. È la scelta tipica di una distribuzione che non sceglie il blockbuster puro, ma crede ancora nella capacità del cinema horror di attrarre pubblico quando è fatto bene.
Asiatico e italiano: la formula di Adler
Accanto a Exit 8 arriva A New Dawn di Shinomiya, un dramma coreano che Adler ha deciso di portare in Italia. Non sono chiarissimi i dettagli sulla trama, ma il titolo e la provenienza suggeriscono un film riflessivo, probabilmente drammatico, destinato a un pubblico colto e attento al cinema asiatico. È una scommessa su una fascia di spettatori che negli ultimi anni ha dimostrato di seguire il cinema coreano con costanza, sia nelle sale che sullo streaming.
Sul fronte italiano, Adler punta su Ferine di Andrea Corsini, che promette di esplorare atmosfere inquietanti e probabilmente una narrativa dark. Non è una sorpresa che la distribuzione scelga film che giocano sull’orrore e il genere: è uno spazio dove ancora c’è margine per trovare pubblico, specialmente se la qualità della realizzazione è riconoscibile.
Documentario e ritorni
Nel mix arriva anche un documentario firmato da Steve Hoover dedicato alla mitologica Ferrari 250 GTO, una delle auto più iconiche della storia. È il genere che raramente manca dalle programmazioni di distributori che cercano di offrire una proposta culturale variegata. I documentari automotive hanno dimostrato di attrarre pubblico anche in sala, specialmente quando il soggetto è così prestigioso.
Adler accenna anche al ritorno di grandi cult in sala, anche se non scende nei dettagli su quali siano. È una strategia che molte distributioni stanno seguendo: le riedizioni rimasterizzate di film cult permettono di catturare sia il pubblico nostalgico che quello più giovane scopra il film per la prima volta al cinema.
Lo scenario
Questa programmazione di Adler rispecchia una situazione precisa: le distribuzione indipendenti non possono competere con i blockbuster hollywoodiani su scala, ma possono costruire nicchie solide attraverso una programmazione consapevole. Horror di qualità, cinema asiatico, documentari significativi, titoli italiani meritevoli: è il modo in cui una distribuzione italiana ancora resiste e trova il suo pubblico. Non è una strategia rivoluzionaria, ma è quella che funziona quando il mercato è frammentato come adesso. Quello che conta è che Adler continua a credere che il cinema d’autore e il genere di qualità abbiano ancora una sala all’italiana dove trovare spettatori.



