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dietro le quinte

One Piece 3, Oda approva: «Immagini incredibili» dal set sudafricano

Il creatore del manga ha visitato il set della terza stagione Netflix in Sudafrica. Il suo entusiasmo rompe gli ultimi dubbi dei fan sulla serie live action.

di Baldo · · 3 min lettura ·
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One Piece 3, Oda approva: «Immagini incredibili» dal set sudafricano

Quando Netflix annunciò il live action di One Piece, il fandom reagì con cautela mescolata a scetticismo. Non è facile trasformare l’universo di Eiichiro Oda in carne e ossa senza perdere quella miscela impossibile di assurdo, emozione e senso dell’avventura che rende il manga quello che è. Eppure, dopo due stagioni, la serie è riuscita a guadagnarsi la fiducia di una parte enorme di pubblico. E ora arriva la notizia che i fan più fedeli aspettavano: Oda ha visitato il set sudafricano della stagione 3 e ha dato il suo benedetto.

Il verdetto del creatore

La terza stagione arriverà solo nel 2027, ma Eiichiro Oda ha già visto parte del lavoro in corso. Dalle sue parole emerge un entusiasmo che, più di mille comunicati ufficiali, dice tutto. Il creatore del manga ha definito le immagini che ha visto come «incredibili» — e questa non è una formula di circostanza. Nel contesto di un’adattamento live action che avrebbe potuto andare storto in mille modi, il riconoscimento di Oda vale più di una standing ovation a Venezia.

Questo è importante perché Oda non è tipo da distribuire complimenti a caso. Ha seguito lo sviluppo della serie fin dall’inizio, partecipando attivamente alle scelte creative. Non è uno che firma e sparisce. Quando dice che le immagini della stagione 3 sono incredibili, c’è dietro una conoscenza profonda del progetto e degli obiettivi che Netflix e lo showrunner Matt Owens si sono posti.

Perché questo conta

Una parte del fandom non si era mai convinta completamente. Le prime foto dal set, gli annunci di casting, le prime stagioni: tutto alimentava un dibattito acceso tra chi era entusiasta e chi restava prudente. È il destino di ogni adattamento live action di un anime di culto. Ma quando il creatore stesso scende in campo e parla di «immagini incredibili», il discorso cambia.

Oda ha il potere di dire no. Potrebbe opporsi alle scelte creative se non lo convincessero. Non lo ha mai fatto pubblicamente, il che è un segnale positivo in sé. Ma visitare il set in Sudafrica, vedere il lavoro in corso e poi uscire con un giudizio così positivo significa che la serie sta seguendo una strada che lui riconosce come fedele al suo lavoro. Non una fotocopia, ma un’interpretazione che conserva lo spirito dell’originale.

Il set sudafricano

La scelta di girare in Sudafrica è stata azzeccata già dalle prime stagioni. I paesaggi, la luce, la possibilità di costruire un’ampia varietà di set senza i costi proibitivi di altre location: tutto contribuisce a quella sensazione di avventura su larga scala che il manga trasmette. Vedendo come Oda abbia apprezzato quello che stava accadendo sul set, viene da pensare che la stagione 3 avrà scope ancora più ambizionali.

Le riprese della terza stagione sono già in corso, e il fatto che Oda abbia già rilasciato un commento così positivo suggerisce che Netflix è fiduciosa nel materiale che sta producendo. Non sarebbe strano se il gigante dello streaming avesse accelerato nella comunicazione con il creatore proprio per ottenere questo endorsement pubblico. Ma il timing non conta: quello che conta è che Eiichiro Oda ha visto l’evoluzione della sua opera adattata in live action e l’ha approvata.

Lo scenario futuro

Se tutto continuerà su questa strada, la stagione 3 di One Piece potrebbe rappresentare un punto di svolta non solo per la serie, ma anche per il modo in cui il settore pensa agli adattamenti anime in live action. Troppo spesso questi progetti sono visti come rischiosi, come ghiacci sottili che potrebbero crepare da un momento all’altro. Oda ha appena detto al fandom: no, questi ragazzi sanno quello che fanno.

Non è una garanzia di perfezione, ma è abbastanza per ridimensionare lo scetticismo. Ci rimane solo aspettare il 2027 per vedere con i nostri occhi quello che Oda ha visto sul set sudafricano.

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