La roulette delle cancellazioni su Netflix continua, e stavolta tocca a The Lincoln Lawyer, uno dei legal drama più solidi del catalogo della piattaforma. Non è una sorpresa improvvisa, ma una decisione presa con cognizione di causa: la quinta stagione sarà anche l’ultima. Almeno questo Netflix lo dice chiaramente, senza quella ambiguità che spesso caratterizza gli annunci di chiusura serie.
La notizia arriva accompagnata da una promessa che gli showrunner Ted Humphrey e Dailyn Rodriguez hanno voluto fare pubblicamente ai fan: questa non sarà una conclusione frettolosa, dettata dalla necessità o da numeri non soddisfacenti, ma un finale costruito con intenzione. È il genere di dichiarazione che sembra quasi una rarità in questo momento dell’industria dello streaming, dove le serie rischiano di chiudersi fra una stagione e l’altra senza preavviso.
Un finale che Mickey Haller merita
Mickey Haller, l’avvocato interpretato da Manuel García-Rulfo, è diventato uno dei personaggi più riconoscibili del catalogo Netflix negli anni. Non per il carisma da supereroe, ma per quella fragilità controllata di chi sa di combattere battaglie difficili, spesso contro il sistema stesso. La quinta stagione lavorerà sui romanzi di Michael Connelly, specificamente su Resurrection Walk, e promette di affrontare il personaggio a un punto di grande vulnerabilità.
Mickey dovrà affrontare l’arrivo di Emi, la sorellastra di cui non conosceva nemmeno l’esistenza, interpretata da Cobie Smulders. Non è uno scherzo narrativo: Emi gli chiederà aiuto per liberare una donna condannata ingiustamente, il che significa un’istanza di habeas corpus per annullare una condanna per omicidio risalente a sei anni prima. Mentre Mickey scava a fondo nel caso, scopre forze oscure e interessi pericolosi. È il genere di trama che il legal drama conosce bene, ma che funziona quando il personaggio principale è sufficientemente credibile, e García-Rulfo lo è.
Il team allargato della conclusione
Non sarà solo Mickey a chiudere i conti. I personaggi che lo circondano – Lorna, Izzy, Cisco – avranno sfide proprie. Netflix ha già annunciato sei nuovi guest star per la stagione conclusiva: Amy Aquino vestirà i panni della giudice Olivia Alcott, mentre Angela Trimbur entrerà nel cast nei panni di Felicia, insieme a Elpidia Carrillo e altri ancora non specificati nei comunicati ufficiali.
È il modo in cui una serie sa di dover dirsi addio: non con episodi isolati, ma con una struttura di 10 episodi che permettano ai personaggi di avere profondità, di evolvere, di lasciare il segno. Humphrey e Rodriguez hanno scritto che “sebbene sia ovviamente agrodolce, è anche un’incredibile opportunità per portare questa avventura a una conclusione e forse tracciare una nuova rotta per alcuni dei nostri personaggi nel futuro”. C’è qualcosa in quella frase – “tracciare una nuova rotta” – che suggerisce spin-off possibili, anche se non viene detto esplicitamente.
Perché chiudere adesso?
La domanda legittima è: perché Netflix sceglie di concludere una serie che continua a funzionare, anziché lasciarla languire? La risposta probabile è che i numeri hanno raggiunto un plateau, e la piattaforma preferisce gestire una conclusione controllata piuttosto che una lenta agonia. Non è particolarmente nobile come approccio, ma è onesto. E in questo caso, il fatto che ci sia almeno la possibilità di un finale costruito è già un passo avanti rispetto a quello che è successo a molte altre serie.
The Lincoln Lawyer non sarà ricordata come una delle più grandi serie della storia della TV, ma è stata una serie professionale, solida, capace di raccontare storie legali complesse senza perdere il pubblico. Manuel García-Rulfo merita un finale adeguato, e la squadra creativa sembra intenzionata a fornirlo.



