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The Expendabelles: lo spin-off al femminile di I Mercenari torna davvero in sviluppo

Dopo anni di tentativi falliti, il progetto vede la luce a Cannes con una nuova vision: origin story anni '90 con operative d'élite, supporto Lionsgate e direzione creativa ambiziosa.

di Baldo · · 3 min lettura ·
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The Expendabelles: lo spin-off al femminile di I Mercenari torna davvero in sviluppo

La storia di The Expendabelles è un po’ come una delle missioni della saga stessa: complicata, rimasta invischiata nel sistema per anni, e adesso finalmente riemerge dal buco nero dello sviluppo hollywoodiano.

Presentato ufficialmente a Cannes da Eclectic Pictures e Hollywood Ventures Group, lo spin-off al femminile di I Mercenari è tornato in vita con una strategia narrativa completamente diversa rispetto ai precedenti tentativi. Non è più una storia di scusa forzate, ma una origin story vera e propria ambientata negli anni ‘90, durante il clima di tensione geopolitica pre-Millennium Bug.

Dieci anni di false partenze

Questa non è la prima volta che sentiamo parlare di una versione al femminile del franchise di Sylvester Stallone. Nel 2014, Robert Luketic era stato già ingaggiato per dirigere un film completamente diverso: un’operazione comica dove un gruppo di operative si sarebbe dovuto fingere escort per salvare uno scienziato nucleare. Quella sceneggiatura, firmata da Kirsten Smith e Karen McCullah (le stesse dietro La rivincita delle bionde), non arrivò mai sul set. L’ostacolo, come aveva spiegato Jeffrey Greenstein di Millennium Films, era un problema di narrative justification — in pratica, difficile vendere al pubblico il concetto senza che sembrasse forzato.

Questa volta il ragionamento è invertito. Anziché adattare il DNA dei Mercenari a uno scenario d’eccezione, si crea un universo parallelo: una nuova generazione di operative d’élite che vive le proprie avventure nel contesto della loro epoca. La mitologia si espande, ma il film funziona anche come entità autonoma.

Heidi Jo Markel — già coinvolta nel progetto originario insieme a Patrick Muldoon e Julie Kroll — rimane al timone come produttrice esecutiva, coordinando gli sforzi con Glenn Gainor di Hollywood Ventures Group. Fondamentale l’appoggio di Lionsgate, che ha acquisito i diritti dell’intera saga di The Expendables lo scorso anno. Senza questa stabilità proprietaria, probabilmente il progetto sarebbe rimasto negli archivi.

Perché adesso funziona

Markel ha sottolineato un elemento cruciale: «C’è sempre stato un forte appetito globale per franchise action guidati da donne». Non sta bluffando. Il box office dei film d’azione diretti al femminile degli ultimi anni — da Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw al recente boom di attrici d’azione — dimostra che il mercato non solo accoglie questa evoluzione, ma la richiede.

Ciò che rende The Expendabelles diverso dai precedenti fallimenti è l’approccio produttivo: non è una commedia camuffata o una forzatura ibrida, ma un vero action film con ambizioni cinematografiche. L’ambientazione negli anni ‘90 non è casuale — è un periodo rico di fascino estetico nel cinema action, da Nikita di Luc Besson in poi, e permette di raccontare storie di spy e operazioni enclave senza il bagaglio di spiegazioni che affliggeva il progetto del 2014.

Gainor aggiunge un altro elemento di interesse: «Onorare il DNA di The Expendables evolvendolo in modo attuale e commercialmente convincente». In altre parole, non tradire i fan della saga originale mantenendo lo spirito ensemble, lo stile stilizzato, e la celebrazione del genere action — ma proporlo con una nuova generazione di volti e con la visibilità geopolitica del presente.

Il contesto più ampio

La decisione di presentare il progetto a Cannes non è accidentale. Significa che gli studios stanno già pensando in grande: co-finanziamenti internazionali, partnership europee, distribuzione globale. Lionsgate ha chiaramente intenzione di trattare The Expendabelles come un evento, non come uno spin-off economico.

Il progetto si inserisce in una tendenza più larga: dopo il successo di Deadpool & Wolverine e l’attenzione critica crescente verso film d’azione diretti dal punto di vista femminile, Hollywood sta imparando che espandere i franchise richiede rispetto per il pubblico e coerenza narrativa. Non si copia e incolla una logica di genere diversa; si amplia l’universo.

Resta da vedere chi siederà dietro la macchina da presa e quali attrici verranno scelte, ma il segnale è chiaro: The Expendabelles non è più una sciocchezza rimasta bloccata in fase di sviluppo. È un progetto con budget, partner credibili, e una visione definitiva. Ci sono voluti dieci anni, ma almeno stavolta sembra che qualcuno abbia deciso di portarlo veramente al traguardo.

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