Dopo quasi trent’anni di esplosioni, inseguimenti e una fisica completamente ignorata, Fast & Furious non ha intenzione di fermarsi. Anzi, il franchise sta per invadere il piccolo schermo. L’annuncio è arrivato direttamente da Vin Diesel durante la presentazione della stagione televisiva di NBCUniversal a New York, accanto a Jimmy Fallon: Peacock sta per lanciare quattro serie dedicate all’universo della saga cinematografica.
È un passaggio logico, se ci pensi. I film hanno già raccolto oltre 7 miliardi di dollari al botteghino mondiale, costruendo un universo di personaggi che i fan non hanno mai smesso di reclamare. E il finale del capitolo cinematografico è vicino: Fast Forever arriverà nel 2028, chiudendo ufficialmente il ciclo al cinema. Ma perché lasciar morire una macchina che genera così tanto denaro?
Il progetto concreto (e un po’ confuso)
Diesel ha parlato di quattro show in sviluppo, ma la situazione è più sfumata di quanto sembri. In realtà, una sola serie è già in produzione attiva presso Peacock, mentre le altre tre versano in differenti fasi di sviluppo presso Universal Television. Non è un dettaglio da nulla: significa che il piano è ambizioso ma ancora in fase di consolidamento.
A dirigere il progetto principale ci sono Mike Daniels e Wolfe Coleman, veterani di serie come Sons of Anarchy e Shades of Blue. Loro scriveranno il pilota e agiranno da produttori esecutivi. Nel team anche lo stesso Diesel come produttore esecutivo attraverso la sua casa di produzione One Race, insieme a Neal Moritz e Pavun Shetty della Original Film, Jeff Kirschenbaum e Chris Morgan. In pratica, gli architetti della saga cinematografica stanno trasferendo la loro esperienza sulla piattaforma streaming.
Diesel ha voluto rassicurare i fan sul tono della serie: «Lo show onorerà l’eredità dei film della saga cinematografica». Non sappiamo ancora i dettagli della trama, tenuti sotto chiave, ma la promessa è di mantenere quello che funziona: il carisma dei personaggi, la scala internazionale, il senso di famiglia che ha caratterizzato la principale.
Il timing perfetto per NBCUniversal
L’annuncio non è casuale. Donna Langley, che sovrintende la Universal, ha dato il via libera al progetto. E Diesel stesso riconosce il momento storico: per un decennio il franchise ha capito che il pubblico voleva di più dai personaggi, storie più approfondite. Il cinema non poteva fornire tutto. La televisione sì.
Peacock ha bisogno di contenuti di qualità per competere con Netflix, Disney+, Amazon Prime Video. E quali contenuti sono più appetibili di quelli legati a un franchise da 7 miliardi di dollari? Una serie prodotta con serietà e budget rispettabili potrebbe diventare un volano importante per gli abbonamenti della piattaforma NBCUniversal.
È anche un segnale di come l’industria stia ricalibrando la sua strategia. I grandi franchise non sono più esclusivi al cinema: si espandono, colonizzano lo streaming, cercano di toccare quanti più dispositivi possibile.
L’ultimo capitolo e l’universo allargato
Il timing è interessante anche perché arriva proprio mentre Fast Forever si prepara al debutto nel 2028. Il film sarà presentato in anteprima mondiale a Cannes il 13 maggio, per celebrare il 25° anniversario del primo capitolo del 2001. Un’occasione di nostalgic marketing perfetta.
Ma il vero calcolo strategico è un altro: quando il film finale chiuderà il ciclo principale, le serie saranno già consolidate. I fan non dovranno dire addio a tutto, ma solo alla main line. L’universo continuerà a respirare attraverso altre storie, altri personaggi, altri spin-off. È il modello Marvel applicato in ritardo a Fast & Furious, e funziona perché il pubblico è già abituato a questo tipo di espansioni narrative.
La sfida reale
Restano domande importanti. Potranno le serie televisive catturare l’energia dei film? La scala di Fast & Furious al cinema è gigantesca: il budget è enorme, le location sono globali, le stunt sono spettacolari. Una serie TV avrà necessariamente vincoli diversi. Sarà interessante vedere come il team creativo riuscirà a tradurre quella sensazione adrenalinica su episodi di 45 minuti, con budget per episodio inevitabilmente inferiore.
Secondo, chi saranno i protagonisti? Ritorneranno attori dei film? O sarà un universo parallelo con nuovi personaggi? Diesel non ha rivelato nulla, il che lascia aperta la questione del “fanservice” narrativo.
Terzo: il rischio è sempre quello di diluire il brand. Troppi show potrebbero trasformare il fascino di Fast & Furious in una massa indistinta di contenuti. La qualità diventa cruciale.
Ma onestamente, se Universal e NBCUniversal affidano il progetto a sceneggiatori come Daniels e Coleman, che hanno dimostrato di sapere come raccontare mondi complessi su lunghe stagioni, c’è motivo di sperare. E Diesel non è il tipo da mettere il suo nome su un progetto mediocre.
L’universo Fast & Furious si allarga. E il viaggio è tutt’altro che finito.



