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Mortal Kombat 3, McQuoid frena: dipende dal box office del secondo film

Il produttore Simon McQuoid cautela gli entusiasti. Mortal Kombat II esce al cinema e solo allora si deciderà il futuro del terzo capitolo della saga tratta dal celebre videogioco.

di Baldo · · 3 min lettura ·
#mortal-kombat#franchise#warner-bros
Mortal Kombat 3, McQuoid frena: dipende dal box office del secondo film

Quando una saga di film nasce da un videogioco, il successo al box office diventa il metro più affidabile per misurare la salute del progetto. E nel caso di Mortal Kombat, questo principio è ancora più vero. Il produttore Simon McQuoid non nasconde l’incertezza che circonda il futuro di Mortal Kombat 3, legando esplicitamente la realizzazione del terzo capitolo al risultato commerciale del secondo film.

Lo aveva già detto chiaro durante il New York Comic-Con dell’ottobre 2025: la Warner Bros. Pictures e la New Line Cinema avevano confermato lo sviluppo della sceneggiatura affidata a Jeremy Slater. Ma ora, dopo l’uscita di Mortal Kombat II, la prudenza di McQuoid suona più cauta. Non è un rifiuto secco, ma nemmeno un entusiasmo travolgente. È il linguaggio di chi conosce bene i numeri del business hollywoodiano e sa che niente è scontato quando si parla di franchise basati su proprietà intellettuali esterne al cinema.

Il primo weekend di Mortal Kombat II non è esplosivo

I risultati del primo weekend di Mortal Kombat II non sono stati quelli che Warner Bros. sognava. Non siamo davanti a un disastro clamoroso, ma nemmeno a quella partenza trionfale che legittimerebbe automaticamente il proseguimento della saga. È qui che entra in gioco la mentalità hollywoodiana: un grande studio non finanzia il terzo capitolo di una trilogia basandosi solo sulla nostalgia o sulle promesse degli sceneggiatori. Vuole dati concreti.

McQuoid, che sta ancora valutando i numeri completi mentre parla, sa che il suo lavoro sarà giudicato nei prossimi due, tre fine settimana al botteghino. Non è una novità nel sistema, ma lo spiega bene la realtà dei film d’azione tratti da videogiochi, un genere che negli ultimi dieci anni ha avuto alti e bassi notevoli. Sonic è decollato, Uncharted ha avuto risultati solidi, ma nemmeno stratosferici. The Super Mario Bros. Movie ha demolito i record. Il mercato è fragile e non perdona.

L’incertezza strutturale di un franchise videoludico

La situazione di Mortal Kombat non è isolata. Nel 2025, realizzare una trilogia da un videogioco significa navigare acque incerte dal punto di vista del pubblico. I fan storici della saga videoludica non necessariamente si convertono in spettatori di cinema, e chi ama il cinema d’azione non sempre è investito nel lore di Mortal Kombat. La Warner Bros. sa che deve intercettare entrambi i pubblici, e i numeri del primo weekend del secondo film suggeriscono che l’intersezione tra questi due mondi non è così robusta quanto sperato.

McQuoid non era obbligato a dare questa intervista dichiarando la sua attesa cauta. Poteva semplicemente dire che la sceneggiatura procede e che il terzo film è in sviluppo a prescindere. Invece ha scelto l’onestà: aspettiamo i numeri. È un modo trasparente per dire che Mortal Kombat 3 esiste solo se il secondo film vende biglietti.

Questo non significa che lo script di Jeremy Slater finirà in un cassetto per sempre. Significa che la macchina produttiva non si muoverà fino a quando il verdetto del mercato non sarà chiaro. Alcuni film procedono con pre-produzioni lunghe, casting difficili, location scout complessi. Mortal Kombat 3 resterà in uno stato di sospensione, almeno fino a quando Mortal Kombat II non avrà completato il suo ciclo di distribuzione in tutto il mondo.

È il prezzo che pagano le franchise quando la loro legittimità riposa interamente sulle spalle di un capitolo precedente. Non è una condanna, è una realtà economica. E McQuoid, parlando così, comunica una lezione importante anche ai fan della saga: il vostro supporto al film che sta per uscire decide se ce ne sarà un altro.