dietro le quinte
Avengers: Doomsday, Moss-Bachrach svela il caos degli script e il mistero del Multiverso
L'attore de La Cosa racconta di aver letto una sceneggiatura senza finale. I Russo hanno un piano, ma la segretezza regna sovrana sul set del prossimo crossover Marvel.
Quando il caos sembra ordine e il disordine è solo strategia. È un po’ quello che emerge dalle dichiarazioni di Ebon Moss-Bachrach, che interpreterà La Cosa in Avengers: Doomsday, il prossimo capitolo del ciclo infinito Marvel che i fratelli Russo stanno preparando come il finale definitivo della Saga dell’Infinito.
L’attore, reduce dal successo di I Fantastici 4: Gli Inizi, ha concesso un’intervista al podcast Happy Sad Confused dove ha messo i puntini sulle i riguardo a quello che effettivamente sta succedendo dietro le quinte del film più atteso (e più segreto) dell’universo Marvel. E la risposta è: più complicato di quanto sembri.
Lo Script Senza Finale è una Scelta, Non Un’Improvvisazione
Moss-Bachrach ha confermato quello che i rumors sostenevano da mesi: quando hanno iniziato le riprese di Avengers: Doomsday, non avevano ancora una sceneggiatura completa. Più precisamente, la sceneggiatura che ha letto lui non conteneva un finale. È facile immaginarsi il caos: attori su set, telecamere accese, e nessuno sa veramente come finisce la storia.
Ma qui arriva la parte interessante. L’attore ha fatto capire che non è colpa di una mancanza di visione dei Russo Brothers. Tutt’altro. Sembra più una questione di paranoia creativa. Marvel Studios è talmente ossessionata dalla segretezza che preferisce non scrivere il finale nemmeno sulla carta. Non è disorganizzazione, è controllo totale.
Pensaci: quante volte abbiamo visto leak di sceneggiature Marvel che hanno rovinato sorprese da miliardi di dollari? I Russo hanno imparato la lezione. Se il finale non esiste nemmeno in forma scritta, non può essere leakato. Geniale, inquietante, e probabilmente il motivo per cui gli attori sul set parlano il meno possibile.
Il Multiverso Come Puzzle da Assemblare
Moss-Bachrach ha anche toccato il tema delle realtà parallele che caratterizzeranno il film. Avengers: Doomsday arriva dopo anni di storytelling multiversale: Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Loki, What If?, gli universi della Saga del Multiverso. È un casino colossale di timeline, varianti, paradossi temporali.
Mettere insieme tutto questo non è come scrivere un film. È come risolvere un cubo di Rubik mentre il cubo cambiaforza. L’attore non è entrato nei dettagli specifici (la segretezza, di nuovo), ma è chiaro che la confusione nel gestire tutte queste realtà non è un’eccezione creativa, bensì la norma. I Russo non stanno facendo un semplice film di supereroi: stanno cercando di tessere un finale coerente a dieci anni di storytelling multiversale. È un’ambizione che rasenta l’utopia.
Il Metodo Russo: Segreti e Fiducia
Quello che emerge dalle parole di Moss-Bachrach è un quadro interessante del modus operandi dei Russo Brothers. Non improvvisano. Hanno un piano. Ma il piano non lo condividono nemmeno completamente con chi sta leggendo la sceneggiatura. È un metodo di regia dove il controllo narrativo passa attraverso il controllo dell’informazione.
Gli attori arrivano sul set, leggono scene senza contesto completo, girano quello che viene richiesto, e aspettano. È un approccio che richiede una fiducia enorme nei registi e una disciplina incredibile da parte del cast. Non è il modo in cui lavorano la maggior parte dei filmmaker, ma Marvel nel 2024 non è una normale situazione di lavoro.
Questa è anche una lezione su come funziona davvero l’industria quando i soldi in ballo superano il miliardo di dollari. Non è più cinema, è gestione del rischio. Ogni informazione, ogni frame, ogni battuta è una risorsa protetta come se fosse plutonio arricchito.
Chiusura: Fiducia Calcolata
allora Avengers: Doomsday sarà il caos organizzato di un’industria che ha imparato a proteggere i propri segreti. Moss-Bachrach sembra sereno al riguardo, anzi: ha sottolineato che i Russo sanno esattamente quello che stanno facendo. Non è improvvisazione, è metodo.
Resta da vedere se il risultato finale giustificherà tutto questo controllo paranoia e questa gestione del caos. Ma il sospetto è che il pubblico non avrà il minimo dubbio: Avengers: Doomsday arriverà nel 2026 e dirà se i segreti dei Russo valevano davvero la pena.



