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Paddington 4: Iannucci e Blackwell scrivono l'orso più amato del cinema

Studiocanal affida la sceneggiatura del quarto capitolo agli autori di Veep e The Thick of It. In trattativa anche il ritorno di Dougal Wilson alla regia.

di Baldo · · 3 min lettura ·
#paddington#studiocanal#armando-iannucci
Paddington 4: Iannucci e Blackwell scrivono l'orso più amato del cinema

Quando senti che Armando Iannucci e Simon Blackwell scrivono una sceneggiatura per bambini, la prima cosa che ti viene in mente non è certo la tenerezza. Questi due hanno costruito la loro reputazione nel fango della satira politica: Veep, The Thick of It, tutto aria di sarcasmo e linguaggio colorato. Eppure Studiocanal li ha scelti per Paddington 4, e francamente è una mossa che ha senso più di quanto sembri.

La trilogia di Paddington fino ad ora ha incassato oltre 800 milioni di dollari globali, un risultato che non è frutto del caso. I tre film precedenti—Paddington, Paddington 2 e Paddington in Peru—hanno trovato un equilibrio raro nel cinema per famiglie: umorismo intelligente, gentilezza genuina, niente condiscendenza verso gli spettatori più piccoli. È il tipo di film che funziona su due livelli senza mai tradire se stesso. E qui entra in gioco il genio di questo casting: Iannucci e Blackwell sanno scrivere battute tagliente e situazioni assurde, ma sanno anche quando fermarsi. Il loro background satirico non è una contraddizione, è una risorsa.

Un franchise che non accenna a rallentare

La saga di Paddington è diventata il fenomeno che nessuno si aspettava nel 2014. Prima c’era il dubbio: un orso peruviano in abito blu, che parla come un signore vittoriano, poteva funzionare davvero al cinema? La risposta è stata un sì entusiastico, ma non perché fosse un prodotto nostalgico rivolto agli adulti. Paddington 2 è stato acclamato come uno dei migliori film per famiglie del decennio, punto e basta. Non per nostalgia, ma per qualità pura.

Ora arriva il quarto capitolo. L’annuncio è stato fatto ufficialmente durante il CinemaCon, quando Anna Marsh, CEO di Studiocanal, ha parlato di “sceneggiatori comici di fama mondiale”. Il messaggio era chiaro: questo non sarà un film di contorno, sarà un evento.

In trattativa anche il ritorno di Dougal Wilson alla regia, che ha diretto il terzo episodio uscito nel 2024. Wilson ha dimostrato di capire il dna di questo franchise: sa come mescolare il kitsch britannico con situazioni visivamente inventive, sa quando rallentare su una battuta e quando accelerare su un inseguimento. Se la trattativa andrà in porto, avremo stabilità creativa. Se non dovesse chiudersi, beh, almeno il nucleo narrativo rimane solido.

Lo strano accoppiamento che ha senso

C’è qualcosa di interessante nel fatto che Heyday Films, la casa di produzione di David Heyman, supervisioni ancora il progetto tramite Rosie Alison. Heyday è stata la prima a crederci in un adattamento live-action dell’orso di Michael Bond, e quella fiducia iniziale si è trasformata in una delle saghe più redditizie dell’ultimo decennio. Non è un caso che continuino a stare al timone.

Iannucci e Blackwell dovranno affrontare un cambio di registro importante rispetto ai loro lavori precedenti. La satira politica che li ha resi celebri funziona perché ha cattivi veri, conflitti sporchi, dialoghi acidi. Paddington funziona perché il conflitto principale è sempre interno: come restare buoni quando il mondo intorno a te cerca di farti diventare cattivo. Come trovare la gentilezza in circostanze avverse. È una lezione di umanità, non di potere.

Ma forse è proprio per questo che questi due sono la scelta giusta. Scrivere per Paddington non significa tradire se stessi, significa dimostrare che sai maneggiare il linguaggio comedico in tutte le sue sfaccettature. E francamente, se vuoi scrivere una scena dove un orso smonta i pregiudizi di un intero palazzo londinese con la sua presenza gentile, hai bisogno di qualcuno che capisca come funziona il ridicolo e quando usarlo a fin di bene.

Paddington 4 avrà ancora il dna della saga, ma con una voce narrativa nuova. Non è un rischio, è un’evoluzione.

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