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"Masters of the Universe" — Recensione

Recensione

"Masters of the Universe" — Recensione

3.5 su 5
2026 2h 12m AzioneFantasyFantascienza

Un film che gioca sulla nostalgia senza prendersi troppo sul serio. Effetti speciali solidi, trama leggera, battute miste. Divertente per i fan del cartone, ma non pretende di essere più di quello che è.

di Alessio Valtolina ·

Diciamolo subito: Masters of the Universe non è un film che arriva con la pretesa di rivoluzionare il genere. È un film che sa esattamente cosa vuole essere — uno spettacolo di nostalgia confezionato con effetti speciali moderni e una trama semplice semplice. E onestamente? Ho avuto un sacco di divertimento a guardarlo.

La premessa è quella classica degli eroi d’altri tempi: Adam, il nostro protagonista, vive sulla Terra da 15 anni con un impiego nelle risorse umane e un hobbyrassomigliante a un’ossessione. Cerca una spada. Una spada che dovrebbe riportarlo su Eternia, il suo pianeta d’origine, dove è un principe e il malvagio Skeletor comanda indisturbato. Quando finalmente la trova, il film si divide tra due mondi: il nostro, grigio e ordinario, e Eternia, dove la magia e gli eroi ancora esistono. È lo scontro fra il quotidiano e il mitico, e il film lo affronta con leggerezza, senza pretendere di essere una tragedia esistenziale.

Tra le cose che funzionano bene c’è senza dubbio il cast. Nicholas Galitzine come Adam ha il giusto tono — non è il muscoloso invincibile di una volta, è un ragazzo insicuro che deve scoprire chi davvero è. Idris Elba e Jared Leto aggiungono carisma dove serve, e il film non si prende troppo sul serio anche quando potrebbe. Gli effetti speciali sono solidi: il pianeta di Eternia è colorato, i nemici sono costruiti bene, le scene d’azione hanno un’energia visiva che funziona. Travis Knight alla regia mantiene il ritmo abbastanza scorrevole — non è mai veramente noioso.

Ma torniamo a quell’elemento che il film sfrutta al massimo: la nostalgia. Non è la prima volta che il cinema ci prova. Però qui il meccanismo è trasparente in modo intelligente. Si capisce subito che il film vuole farti ricordare il cartone animato, gli action figure che avevi da bambino, quella frase che i fan di He-Man sentono ripetere da decenni: “Per il potere di Grayskull!”. Quando arriva al cinema, nella giusta sequenza, con il giusto tono, funziona. Non è una sorpresa, ma è una sorpresa. È quello che sei andato a sentire, e il film te lo dà.

Ora, il problema: la trama è leggera. E non nel senso buono di “semplice ma efficace”. È leggera nel senso che se l’ascolti attentamente, non hai molto a cui aggrapparti. Adam deve tornare a casa. I cattivi gli si frappongono. C’è qualcosa di più su cosa significa essere un eroe e sul ruolo della mediazione col nemico — il film accenna a questo tema in modo interessante, come se volesse dire qualcosa su un’eroe non muscolare ma diplomatico — ma non lo sviluppa abbastanza per restare in memoria. Le battute sono miste: alcune colpiscono, altre sono chiaramente forzate, costruite per far ridere ma consapevoli che la loro artificialsità verrà percepita. È il tipo di film che dice una battuta brutta sapendo che è brutta, e conta che il pubblico le rida addosso invece che riderci insieme.

C’è una velocità nel film che aiuta. Non è un film lungo, e non si ferma mai a pensare troppo a sé stesso. Avanza, colpisce con una scena d’azione, tira fuori una battuta nostalgia, ripete. Se sei un fan del cartone originale — e ancor più se ricordi il vecchio film — non avrai motivo di essere deluso. Il film sa chi è il suo pubblico primario ed è costruito per loro. Chi invece arriva senza quel background non è escluso, ma noterà subito che il film ha degli occhi solo per chi cresce con He-Man.

Quello che rende questo film 3.5 su 5 e non una valutazione più bassa è che non tradisce se stesso. Non arriva con la faccia da capolavoro e poi ti delude. Arriva dicendo “sono un film divertente sulla nostalgia con effetti speciali e battute”, e lo fa. Ha una chiarezza di intenti che è rinfrescante. Non è un film per cui esciresti dalla sala esaltato, ma è un film per cui potresti uscire con un sorriso. Ho avuto parecchio divertimento a vederlo — il genere di divertimento che non richiede di essere presi sul serio, ma di lasciarsi trasportare.

Una nota finale: il film vi chiede di rimanere fino alla fine dei titoli. C’è qualcosa lì. Non rovino nulla, ma è il tipo di scena che ha senso solo se il franchise continua, e il film è già costruito con l’idea di averne un seguito. Non è un colpo di scena narrativo — è più una promessa al pubblico fedele.

Masters of the Universe arriva al cinema il 4 giugno 2026. Se cercate un weekend divertente, un ritorno ai vostri eroi d’infanzia con una veste moderna, questo fa il suo lavoro. Non pretende di essere Terminator o Star Wars. È un film che sa cosa è: una lettera d’amore al passato con effetti speciali contemporanei. E sinceramente, in questo momento, è esattamente quello che vuoi.

Pregi

  • Effetti speciali ben realizzati e spettacolari
  • Nostalgia ben sfruttata senza risultare schiacciante
  • Cast carismatico con Idris Elba e Jared Leto
  • La frase iconica 'Per il potere di Grayskull!' viene utilizzata con impatto

Difetti

  • La trama è piuttosto leggera e prevedibile
  • Alcune battute risultano forzate e poco naturali
  • Il film non offre sorprese narrative significative
3.5 su 5

Verdetto

Un film che sa cosa è e non vuole essere altro. Se cerchi un weekend divertente in sala e ami He-Man, questo è per te. Non è capolavoro, ma è onestamente godibile.