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Venezia 82: i vincitori, da Jarmusch a Servillo passando per Gaza

Jim Jarmusch porta a casa il Leone d'Oro con 'Father Mother Sister Brother'. Toni Servillo Coppa Volpi per 'La Grazia' di Sorrentino. The Voice of Hind Rajab Premio Speciale della Giuria. Tutti i premi della 82a Mostra.

di Baldo · · 4 min lettura ·
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Sabato 6 settembre 2025, Sala Grande del Lido, ore 20:30. La giuria internazionale presieduta da Alexander Payne sale sul palco e per quasi un’ora distribuisce premi a un’edizione della Mostra che resterà nei manuali come una delle più equilibrate degli ultimi dieci anni. Niente clamori, nessuna polemica clamorosa, ma scelte ragionate che hanno fatto giustizia sia al cinema d’autore consolidato sia alle voci emergenti. Ecco il quadro completo dei premi della 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Leone d’Oro al miglior film: Father Mother Sister Brother

Il Leone d’Oro va a Jim Jarmusch per “Father Mother Sister Brother”, trittico di silenzi familiari ambientato fra New Jersey, Parigi e una piccola isola del nord Europa. Il regista americano, ormai settantatreenne, riceve il premio dal vivo e nel suo discorso ringrazia “tutti i fratelli e tutte le sorelle che non si parlano più”. Il film, con un cast che include Adam Driver, Cate Blanchett, Charlotte Rampling e Vicky Krieps, è il quattordicesimo lungometraggio di Jarmusch ed è il suo primo Leone d’Oro dopo decenni di carriera.

Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: The Voice of Hind Rajab

Il secondo riconoscimento più importante va alla tunisina Kaouther Ben Hania per “The Voice of Hind Rajab”, ricostruzione drammatizzata dell’ultima telefonata della bambina palestinese di sei anni Hind Rajab alla Mezzaluna Rossa durante l’attacco israeliano a Gaza City del gennaio 2024. Il film, costruito attorno all’audio reale della telefonata, è stato il momento più discusso del festival e ha ricevuto una standing ovation di 23 minuti dopo la proiezione di gala.

Leone d’Argento per la migliore regia: Benny Safdie

A sorpresa, il Leone d’Argento per la migliore regia va a Benny Safdie per “The Smashing Machine”, biopic del combattente di MMA Mark Kerr interpretato da Dwayne Johnson. È il primo film di Safdie senza il fratello Josh, e dimostra una maturità autoriale che lascia ben sperare per la sua carriera solista.

Coppe Volpi per le interpretazioni

Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Toni Servillo per “La Grazia” di Paolo Sorrentino. Il riconoscimento, attesissimo, premia un Servillo in modalità sottrattiva, lontano dai virtuosismi di “Il divo” e “La grande bellezza”. Servillo dedica il premio “ai funzionari della Repubblica che ogni giorno tengono insieme il Paese”.

Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Xin Zhilei per “Ri Gua Zhong Tian (The Sun Rises on Us All)” di Cai Shangjun, melodramma cinese sulla riapparizione di un amore di gioventù trent’anni dopo. Riconoscimento internazionale per un’attrice quasi sconosciuta in Occidente, prima Coppa Volpi cinese dopo Maggie Cheung in “In the Mood for Love” (2000).

Premio Osella per la miglior sceneggiatura

A Valérie Donzelli e Gilles Marchand per “À pied d’œuvre”, apologo francese sulla povertà come scelta artistica con Bastien Bouillon protagonista. Premio meritatissimo per una sceneggiatura costruita con la precisione di un orologio svizzero.

Premio Speciale della Giuria

Va a The Sun of Hope di Pablo Trapero, dramma argentino sull’industria mineraria del Nord del Paese. Trapero — già premiato in passato a Venezia con “Carancho” — riceve il riconoscimento per la coerenza del proprio cinema sociale.

Marcello Mastroianni al miglior attore emergente

Luna Wedler, attrice svizzera classe 1999, vince il premio Mastroianni per la sua interpretazione in “What Marielle Knows” di Frédéric Hambalek. Wedler è una delle scoperte del festival e probabilmente sentiremo parlare ancora a lungo di lei.

Le sezioni collaterali

Orizzonti — miglior film: “Mother” di Teona Strugar Mitevska (Macedonia del Nord). Orizzonti Extra: “Father” di Srdan Golubović. Settimana della Critica: “Quiet Life” di Alexandros Avranas (premio del pubblico). Giornate degli Autori: “Brides” di Nadia Fall, con un giovane cast britannico.

Venezia Classici miglior film restaurato: “Senso” di Luchino Visconti (1954), nuovo restauro digitale in 4K dalla Cineteca di Bologna. Venezia Classici miglior documentario sul cinema: “Pasolini, l’ultima intervista” di Caterina D’Amico.

L’edizione in numeri

  • 21 film in concorso principale, 5 italiani
  • Più di 60 paesi rappresentati
  • 213.000 biglietti venduti, dato in crescita del 4% rispetto al 2024
  • Stampa accreditata: 3.500 giornalisti da 75 paesi
  • Direttore artistico: Alberto Barbera, riconfermato per il prossimo quadriennio

Cosa portarsi a casa

Un’edizione equilibrata, senza polemiche ma non senza posizione. Il premio a Ben Hania ha fatto discutere — alcuni l’avrebbero voluto Leone d’Oro pieno, altri hanno criticato la giuria per averlo “spostato” sul Gran Premio — ma a conti fatti il giudizio di Alexander Payne ha tenuto insieme arte e politica con eleganza. Jarmusch al Leone d’Oro è la scelta più adulta: premiare il cinema che resta nel tempo, non quello che fa più rumore.

Venezia 82 si è conclusa il 6 settembre. La 83ª edizione, già annunciata, si terrà dal 2 al 12 settembre 2026 sotto la direzione artistica di Alberto Barbera.

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