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"Legends" — Recensione

Recensione

"Legends" — Recensione

3.5 su 5
2019 Sci-Fi & FantasyAction & AdventureAnimazione

Crime britannico su Netflix che punta tutto su atmosfera e personaggi. Forsyth crea una trama solida, ma il ritmo non sempre decolla.

di Alessio Valtolina ·

Quando il genere poliziesco torna prepotentemente in voga sulle piattaforme streaming, ecco che Netflix batte un colpo con “Legends”, la nuova produzione britannica creata da Neil Forsyth, il papà di “Bob Servant”. Tagliamo corto: qui siamo di fronte a una serie che sa perfettamente cosa vuole essere, quella cosa la fa con consapevolezza, ma non sempre riesce a trasformare questa onestà narrativa in qualcosa di veramente avvincente da inizio a fine.

La trama ruota intorno a investigatori veterani, personaggi segnati dal tempo e dalle scelte passate, che si trovano coinvolti in un caso che li costringe a ripercorrere i propri demoni. È il tipo di setup che al genere piace tremendamente, e francamente, non c’è niente di male. Forsyth conosce il mestiere: ha già dimostrato di sapersi muovere tra la commedia e il dramma, e in “Legends” applica questa sensibilità anche al noir britannico. I personaggi non sono semplici figure di contorno, sono uomini e donne con spessore, con cicatrici invisibili che pesano come macigni. Il sottoscritto apprezza quando una serie crime decide di investire sulla psicologia piuttosto che sulla spettacolarità pura.

Ciò detto, il vero problema di “Legends” emerge proprio nel ritmo narrativo dei primi episodi. C’è una certa pesantezza nel modo in cui la trama viene distillata, scene che potrebbero essere più snelle si allargano in maniera che non sempre giustifica la loro lunghezza. Non è che sia un male assoluto, eh—ci sono produzioni che trasformano questa lentezza contemplativa in un pregio—ma qui il risultato finale è un po’ incostante. Quando la serie accende i motori, quando finalmente il mistero centrale inizia a prendere forma e i personaggi si trovano faccia a faccia con le proprie contraddizioni, allora il gioco si fa interessante. Ma ci vuole pazienza per arrivarci, e non tutti hanno voglia di aspettare così tanto.

L’aspetto tecnico, per il resto, è impeccabile. La fotografia cattura perfettamente quell’atmosfera britannica umida e grigia che il genere poliziesco adora, e i set sono curati nei dettagli. La colonna sonora sa quando stare in silenzio e quando intervenire, il che è già mezza battaglia in una serie come questa. Gli attori protagonisti sanno quello che stanno facendo—interpreti esperti che non sciupano la materia prima che Forsyth ha messo loro a disposizione.

Insomma, “Legends” è una serie che non delude chi sa cosa aspettarsi, ma nemmeno sorprende in positivo. Funziona bene se sei nel mood giusto per un crime lento e introspettivo, se ami i personaggi complessi e non hai fretta di scoprire come va a finire. Per il resto, se cerchi quella spinta narrativa che ti travolge e non ti molla fino al finale, forse questo non è il tuo tempo. Fiondatevi se il poliziesco psicologico è il vostro genere; in caso contrario, non è banale banale, ma neanche indispensabile.

“Legends” è disponibile su Netflix da ieri.

Pregi

  • Scrittura consapevole e caratteri ben costruiti
  • Atmosfera noir britannica affascinante
  • Produzione tecnica impeccabile

Difetti

  • Pacing irregolare nei primi episodi
  • Qualche cliché del genere poliziesco non evitato
3.5 su 5

Verdetto

Legends è una serie crime solida che sa il fatto suo, ma non arriva al livello straordinario che Netflix meriterebbe in questo momento.