Bud Spencer non era solo un attore carismatico e un ex atleta di talento. Era anche un pilota d’aereo con tanto di brevetto, una passione che lo ha accompagnato per tutta la vita. Una curiosità che in pochi conoscono davvero, un dettaglio che racconta di un uomo che amava sfidare se stesso oltre il set cinematografico.
Questo aspetto della sua personalità emerge in particolare da un aneddoto legato a Bomber, il film del 1982 diretto da Michele Lupo, che torna in televisione domenica 17 maggio su Cine34. Nel film, Bud Spencer interpreta un ex pugile che perde tutto quando il suo barcone viene demolito, prima di essere trascinato da Jerry Calà in una nuova avventura come talent scout di una palestra.
L’offerta che non convince
Sul set della pellicola, i due attori svilupparono una certa intesa lavorativa, abbastanza da spingersi oltre il copione. Bud Spencer, con la generosità che lo caratterizzava, decise di offrire a Jerry Calà un passaggio sul suo aereo privato. Un gesto amichevole, quasi naturale per chi disponeva di quel mezzo.
Ma Jerry Calà declinò. E non per semplice cortesia o fretta di tornare a casa. L’attore comico non era completamente convinto della perizia di Spencer ai comandi dell’aeromobile. Una decisione legittima, per quanto possa sembrare strana in una relazione di lavoro armoniosa.
Non è difficile immaginare la scena: l’offerta generosa, la risposta imbarazzata, magari un sorriso nervoso. Due professionisti che si stimavano, ma dove la fiducia nel pilota privato aveva un limite ben preciso.
Michele Lupo e il cinema d’azione italiano
Michele Lupo, il regista di Bomber, era stato lo stesso artefice di classici come Lo chiamavano Bulldozer (1978) e Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre (1979). Un cineasta che sapeva come dosare l’azione con la commedia, il dramma con il divertimento. Bomber rientra in quella tradizione italiana di cinema popolare che mescolava sport, risate e avventura in una ricetta consolidata e funzionante.
Il film, in fondo, era lo specchio di un’epoca. Gli anni Ottanta erano ancora il terreno fertile per questo genere di pellicole, dove un grande attore fisico come Spencer poteva incarnare personaggi disparati: pugili, piloti, uomini d’azione che sceglievano comunque strade inaspettate.
Il lato umano di Bud Spencer
Questo aneddoto, apparentemente minore, rivela qualcosa di più profondo su Bud Spencer. Era un uomo che non si limitava al suo mestiere di attore. Amava volare, aveva inseguito il brevetto di pilota, vedeva l’aereo come un’estensione della sua voglia di libertà e di sfida personale. Esattamente come aveva fatto nello sport, prima di passare al cinema.
Ma contemporaneamente, il rifiuto di Jerry Calà racconta anche la rispettabilità di una posizione: non tutti fidano ciecamente nelle competenze altrui, non importa quanto stimate in altre aree. È una forma di prudenza che rimane comprensibile e umana, senza nulla togliere alla stima reciproca.
Oggi, rivedere Bomber in televisione non è solo una nostalgica riscoperta di un film d’altri tempi. È anche un’occasione per pensare ai personaggi dietro quegli attori, alle loro passioni segrete, ai piccoli momenti che rimanevano fuori dal set ma che definivano chi erano veramente. Bud Spencer pilota rappresenta esattamente questo: un lato dell’uomo che pochi ricordano, ma che merita comunque di essere raccontato.


