C’è un tempismo quasi perfetto nel modo in cui Le città di pianura è arrivato in blu-ray proprio dopo il suo straordinario passaggio ai David di Donatello. Non è solo una questione di marketing (anche se, certo, il timing aiuta): è soprattutto un’occasione per chi non l’ha visto al cinema di fare finalmente i conti con un film che ha fatto l’en plein dei premi più importanti della notte romana, firmando addirittura otto riconoscimenti compreso il miglior film e la miglior regia.
La scelta della pellicola
Quel che rende particolare questo blu-ray è il fatto che Francesco Sossai ha scelto di girare il film in pellicola quando ormai quasi nessuno lo fa più. Non è una scelta nostalgica: è una decisione estetica che permea il progetto intero. La pellicola ha una resa cromatica e una texture che il digitale fatica ancora a replicare completamente, e Le città di pianura vive di quella qualità quasi tattile dell’immagine. Le Eagle Pictures hanno gestito bene la transizione nel formato home video, e il blu-ray riesce effettivamente a catturare quella magia filmico-narrativa che al cinema funziona ma che in genere si perdere facilmente quando passiamo al piccolo schermo.
Non è banale: tanti film girati in digitale si adattano meglio al salotto, semplicemente perché il medium è già quello. Qui invece la sfida è maggiore, e il risultato sembra essere all’altezza della reputazione che il film si è costruito.
Dopo il trionfo, la scoperta
Quel che colpisce, osservando questa uscita in home video, è che il film aveva già conquistato le sale di ritorno dopo il grande evento ai David. Un raro caso di film che vive un secondo momento, che torna al cinema proprio grazie al clamore dei premi. Adesso il blu-ray rappresenta una terza chance: per chi era rimasto fuori dalle sale, per chi vuole rivederlo, per chi vuole studiarsi davvero la regia di Sossai senza la compressione della proiezione pubblica.
È il ciclo naturale di un film che ha davvero funzionato, che ha convinto la critica e l’industria, e che merita di arrivare ovunque possibile. Il blu-ray, in questo senso, non è un prodotto di consumo passivo: è uno strumento per capire come mai Le città di pianura si sia imposto così nettamente, e come la scelta della pellicola sia stata centrale in quel trionfo.



