Pauline Loquès è una regista francese trentenne che il cinema d’autore non aveva ancora messo a fuoco. Dopo qualche corto interessante, “Nino” è il suo debutto al lungometraggio, ed è risultato Gran Premio Speciale della Giuria alla 20ª Festa di Roma. Una sorpresa felice.
La storia. Nino (Théodore Pellerin, attore canadese visto in “Beans” e “Boy Erased”) ha trent’anni, vive a Parigi, lavora come consulente legale per organizzazioni umanitarie. Riceve una telefonata: suo padre, che lui non vedeva da otto anni, ha avuto un ictus a Liegi. Decide di andarci. Nei tre giorni successivi Nino affronta non solo l’agonia del padre, ma anche tutte le persone che orbitavano attorno a quell’uomo silenzioso e violento.
Pellerin in modalità Dardenne
Tagliamo corto: la cosa migliore del film è Théodore Pellerin. L’attore canadese — che il sottoscritto considera uno dei nomi più sottovalutati della sua generazione — qui costruisce un Nino chiuso, doloroso, capace di gentilezze improvvise. Ricorda — e dico con cautela — il Jérémie Renier dei Dardenne in “L’enfant”. Stessa capacità di reggere il primo piano per minuti senza una smorfia. Quando Nino, in una scena centrale, accudisce il padre morente che non l’aveva mai amato, Pellerin tiene il dispositivo per cinque minuti senza una lacrima esplicita.
Loquès e la tradizione belga-francese
Il film si inserisce in una tradizione precisa: quella del cinema sociale belga-francese che parte dai Dardenne e arriva fino a Lukas Dhont (“Close”). Loquès non è ancora Dardenne — chi lo è davvero — ma c’è una sensibilità simile. Stessa attenzione ai corpi che camminano, stessa fiducia nelle inquadrature lunghe, stessa rinuncia alla colonna sonora. La fotografia di Caroline Champetier (collaboratrice storica di Claire Denis e Leos Carax) lavora con luce naturale e tonalità grigi-blu del nord Europa.
L’unico difetto è il tono cupo costante. Loquès non concede mai un momento di respiro, e i 109 minuti possono pesare per chi cerca un equilibrio drammatico più tradizionale. Ma è una scelta etica, non un errore.
Gran Premio Speciale della Giuria alla 20ª Festa di Roma. Distribuzione italiana confermata: Wanted Cinema, primavera 2026.



