Vai al contenuto

box office

Il cinema non è morto, sta vivendo una seconda giovinezza

I numeri di maggio sono chiari: +86% rispetto all'anno scorso, quasi 60 milioni di incassi. L'estate che arriva promette ancora di più. E lo streaming? Guarda al grande schermo.

di Baldo · · 2 min lettura ·
#box-office#cinema italiano#sale cinematografiche
Il cinema non è morto, sta vivendo una seconda giovinezza

C’è chi continua a raccontare che il cinema sia un medium in via di estinzione, che le sale siano destinate a scomparire, sostituite dalla comodità del divano e da Netflix. Basta guardare ai numeri di maggio per capire che questa narrazione non regge. Gli incassi hanno sfiorato i 60 milioni, un dato che non racconta solo un mese buono, ma una tendenza reale di ripresa.

Poniamo i dati nel contesto: dal 1995 in poi, cioè da quando il Cinetel iniziò a registrare i numeri, maggio di quest’anno mostra un incremento dell’86% rispetto a maggio dell’anno scorso. Se guardiamo più indietro, il 146% di crescita rispetto al 2024 è ancora più significativo. Non sono numeri che oscillano attorno a una media: è una ripresa solida, misurabile.

La domanda ovvia è: cosa ha provocato questo salto? La risposta è altrettanto semplice e al tempo stesso complessa: i film. Il cinema vive e muore con la sua programmazione. Senza titoli che attirano il pubblico in sala, con proposte deboli o poco interessanti, anche le migliori strategie di marketing non bastano. Quello che è accaduto a maggio è l’opposto: c’era scelta, c’erano film che il pubblico voleva vedere. L’offerta ha tirato la domanda.

La strada della ripresa post-pandemica

Il percorso verso questa stabilità non è stato lineare. La pandemia ha rappresentato un trauma che ancora oggi molti davano per irreversibile: chiusure prolungate, perdita di pubblico, abitudini cambiate. Nel mezzo, anche fattori come gli scioperi e la proliferazione dello streaming hanno complicato il quadro. Eppure, il cinema ha resistito e ora i numeri mostrano che non solo ha retto l’urto, ma sta tornando a crescere con valori che superano addirittura il pre-pandemia.

Questa non è una ripresa temporanea legata a un singolo blockbuster. È una stabilizzazione, un nuovo equilibrio che sembra destinato a mantenersi. Il fatto che i dati siano consistenti e in crescita percentuale forte suggerisce che il pubblico sta riscoprendo il valore della sala, dell’esperienza collettiva, dello schermo grande. Le ragioni possono essere molteplici: stanchezza da consumo casalingo, qualità superiore della visione, nostalgia di un’esperienza sociale che lo streaming non può replicare.

Lo streaming guarda al cinema

C’è un altro aspetto che completa il quadro e che merita attenzione: lo stesso streaming, il presunto killer delle sale, ha iniziato a guardare al grande schermo. Le piattaforme hanno capito che il cinema non è un nemico da sconfiggere ma un alleato da sfruttare. Film originali pensati per il cinema, investimenti nella qualità che meritano una visione in sala, strategie di finestre temporali che riportano il pubblico nelle sale prima di approdare sulla piattaforma. È un cambio di mentalità significativo.

L’estate che sta per arrivare promette ulteriori conferme. Il calendario è ricco di titoli attesi, dai franchise consolidati ai nuovi progetti che suscitano curiosità. Se maggio ha dato segnali di vitalità, i mesi successivi potrebbero consolidare questa tendenza e dimostrare definitivamente che le voci sulla morte del cinema erano decisamente premature.

Il mercato ha sempre insegnato una cosa: niente di ciò che offre esperienza autentica, qualità e comunità muore davvero. Il cinema, in questo senso, ha tutte le caratteristiche per sopravvivere e prosperare. I numeri di maggio sono solo la conferma di quello che i veri appassionati sapevano già.

Che ne pensi?